Diciannove anni di iter non sono uno scherzo nemmeno per l'Italia dei ritardi e delle incompiute. E se l'iter riguarda un'opera essenziale per l'intero basso Lazio, quei diciannove anni di attesa e di ritardo, contrassegnati da ricorsi e sentenze, oggi sfuggono alla comprensione degli uomini.

Era il 2001 quando venne concepito il progetto della Roma-Latina, e nel 2004 era già partito il primo siluro che contestava la natura giuridica della società concessionaria regionale. Un anno dopo, nel 2005, la Regione Lazio ritira il titolo di concessionaria, ma ci vorrà il 2008 per costituire la nuova società concedente, Autostrade del Lazio, composta da Anas e Regione.
Tra la predisposizione del bando, la pubblicazione e l'espleta mento della gara trascorrono altri anni e bisognerà attendere il 2011 per l'aggiudicazione.

I toni trionfalistici sull'onda vengono subito sedati dal ricorso presentato dall'impresa arrivata seconda, e poi sepolti dai tempi della giustizia amministrativa, che trascina il contenzioso tra le uniche due società partecipanti alla gara fino al 2019. E pensare che all'indomani dell'elaborazione del progetto di quello che allora veniva ancora chiamato Corridoio Tirrenico e che si proponeva di collegare Civitavecchia con Formia attraverso una striscia di asfalto che avrebbe finalmente riposizionato la provincia di Latina al centro del Paese, tecnici e politici avevano assicurato che l'opera chiavi in mano sarebbe stata consegnata nell'anno 2021.

Ecco, ci siamo quasi, e se Dio vuole, nel 2021 potremo assistere all'avvio del primo cantiere. Non sarà esattamente la stessa cosa, ma gli ottimisti diranno che in fondo si è trattato soltanto di saltare una generazione. Sulla questione della Roma-Latina il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, si è sempre tenuto a debita distanza dai facili annunci e dagli abbagli delle semplificazioni, ma adesso anche lui è tra quelli che ci credono.

Doveva già essere ultimata o quasi, invece ancora non si parte. Adesso l'annuncio del Governo: la Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone sono tra le 130 opere considerate prioritarie per il Paese.
Governatore, siamo davvero finalmente dentro il progetto Italia veloce?
«Il Governo ha dato un colpo di acceleratore fondamentale. Sono già disponibili fondi CIPE per 468 milioni di euro su un investimento complessivo di 2,7 miliardi. C'è una lista di opere prioritarie, tra cui queste due infrastrutture fondamentali per il Lazio.
E c'è un pacchetto di riforme utili a trasformare i progetti in cantieri in tempi brevi.Io credo che ci troviamo davvero in un momento di svolta. Disincagliare dagli scogli della burocrazia opere strategiche per l'intero Paese, come il corridoio tirrenico meridionale e la bretella Cisterna-Valmontone, era fondamentale e il segnale che è stato dato è molto forte».

Le due opere che interessano anche il territorio pontino sono tra quelle che verranno affidate a un Commissario perché siamo di fronte ad un iter complesso, come dimostrano i tempi di percorrenza osservati finora. Tra chi dice che i commissari verranno nominati entro pochi giorni e chi sostiene che c'è tempo fino a dicembre, chi ha ragione?
«Stiamo parlando di un progetto enorme, di una scelta di sviluppo che coinvolge non solo quest'area del Lazio, ma influisce positivamente su tutto il sistema dei collegamenti in Italia e,di fatto, fa del Lazio la cerniera tra il nord e il sud del Paese. Un progetto, inoltre, che è stato rivisto con investimenti per fasi e per lotti, puntando anche a limitare il consumo di suolo e con un'attenzione particolare al tema decisivo della sostenibilità ambientale.Adesso bisogna correre.
Sulla nomina dei commissari non è questione di scuole di pensiero: dopo tutti i ritardi accumulati non c'è davvero più da perdere tempo».

Il Presidente del Consiglio ha detto basta alla paura della firma e promesso che d'ora in poi ad essere tenuti d'occhio saranno coloro che provocheranno ritardi indugiando sulle firme. La sua esperienza di Governatore del Lazio cosa le suggerisce?
«Di semplificazione amministrativa si parla da sempre.
Ma di fronte alla tempesta Coronavirus, la semplificazione assume davvero il valore di intervento "salvavita". Le norme del Decreto Semplificazioni sbloccano concretamente risorse, snelliscono gli iter e facilitano l'azione dei funzionari pubblici, superando lo stallo dovuto alla cosiddetta "burocrazia difensiva".
Ha ragione il presidente Conte, e io posso dirlo a ragion veduta, dopo anni di esperienza da amministratore: spesso i funzionari si fermano perché temono conseguenze penali per loro atti. Anche autorevoli esponenti della magistratura, come Pignatone, hanno indicato la necessità di una riforma radicale sulla responsabilità penale di chi lavora nella Pa. Abbiamo il bisogno di valorizzare i funzionari pubblici più capaci senza perdere di vista il rispetto della legalità e la trasparenza nelle scelte. Ci vogliono regole, non gabbie».

Investimenti, cantieri, occupazione, servizi: la scossa che potrebbe arrivare dall'avvio dei lavori per la Roma -Latina e la Cisterna-Valmontone potrebbe essere imponente per un'economia in grande difficoltà. Ci possiamo contare? Non ci saranno colpi di coda per un iter che abbiamo imparato a conoscere come assai problematico?
«Io sono molto fiducioso. Mi sembra che sia chiaro a tutti che il tempo delle attese e dei temporeggiamenti è finito. Si è capito che andava data una scossa in Italia e anche nel Lazio: un segnale di forza e di presenza positiva dello Stato, di incremento degli investimenti pubblici, che rappresentano da sempre uno straordinario moltiplicatore di sviluppo. Creano lavoro nell'immediato, ma soprattutto modernizzano il nostro territorio, lo rendono più competitivo, più forte».

La radicale trasformazione e velocizzazione del collegamento della provincia pontina con l'autostrada avrà forti ripercussioni anche per il territorio della Ciociaria. Saranno tutti effetti positivi anche là?
«Il Corridoio Tirrenico Meridionale e la bretella Cisterna-Valmontone rappresentano una grande opportunità di sviluppo. Ma quello che voglio sottolineare è che fanno parte di una strategia complessiva molto più ampia che coinvolge tutto il Lazio meridionale. Penso all'accordo con il Gruppo FS che consente di far passare finalmente l'AV da Frosinone, provincia nella quale realizzeremo anche una stazione dedicata. E penso al nostro Piano "Ripartire Veloci" da 2 miliardi di euro su oltre 2 mila cantieri in 12 mesi per strade, ferrovie, scuole, case popolari, luoghi e spazi della cultura, impianti sportivi, ospedali e strutture sanitarie, sicurezza idrogeologica ecc. Solo sulle due province di Latina e Frosinone insistono interventi sulla rete stradale e ferroviaria di enorme importanza: basti ricordare il completamento e la riattivazione della ferrovia Formia–Gaeta, la storica "Littorina", il progetto easy station che vedrà il restyling totale della stazione di Latina, Sezze e Priverno tra il 2021 eil 2022. Oppure i lavori sulla Formia-Cassino-Sora-Avezzano, la stessa messa in sicurezza della Cisterna-Valmontone. Ma anche le nuove realizzazioni ATER a Latina, Cori, Pontinia e Sonnino e la scelta strategica sulla sanità dell'ospedale del Golfo. Ecco di che cosa hanno bisogno il Lazio e l'Italia per ricostruire sviluppo e, soprattutto, fiducia nel futuro».