Il 29 novembre 2017 Lucio Migliorelli fu eletto presidente della Saf ottenendo 59 voti. Contro i 21 del suo avversario di allora, l'ingegner Giovanni Cavallo. Subentrò, in corsa, a Mauro Vicano. Adesso punta alla riconferma. L'assemblea dei sindaci è stata fissata per domenica 28 giugno in prima convocazione (alle ore 8) e lunedì 29 presso il Fornaci a Frosinone, a partire dalle ore 15. Dunque è lunedì che si procederà al voto. L'obiettivo è quello della riconferma dell'intero consiglio di amministrazione, composto, oltre che da Migliorelli, anche da Marco Di Torrice e Daniela Mancinelli. La Società Ambiente Frosinone, che gestisce il trattamento dei rifiuti in provincia di Frosinone, è composta da 92 soci: i 91 Comuni, più la Provincia. All'ordine del giorno anche il rinnovo del collegio sindacale e revisione legale e l'approvazione del bilancio. La volta scorsa Migliorelli fu eletto soprattutto con i voti dei sindaci del Pd e del centrosinistra.

La base di partenza resta quella. Poi bisognerà vedere anche le dinamiche politiche. La Lega non lo sosterrà. Il Carroccio esprime tre sindaci in Ciociaria: Nicola Ottaviani (Frosinone), Riccardo Frattaroli (Settefrati), Franco Moscone (Casalvieri). Neppure Fratelli d'Italia lo appoggerà. Ma nel centrodestra è Forza Italia il partito che in questo momento esprime più primi cittadini. La sensazione di un confronto aperto tra gli "azzurri" (specialmente il vicecoordinatore regionale Gianluca Quadrini) e Migliorelli è forte. Anche se poi bisognerà vedere quale sarà il voto dei singoli amministratori forzisti.

Lei è a fine mandato. Tre anni dopo che tipo di conclusioni trae?
«Sono soddisfatto del lavoro fatto in meno di tre anni. L'azienda sta subendo, progressivamente, cambiamenti radicali garantendo, al tempo stesso, alla nostra provincia regolarità ed efficienza del servizio. Anche nei momenti difficili, in piena emergenza Covid. Ora siamo determinati a voler concludere il ciclo di innovazioni che trasformeranno la Saf in una azienda protagonista del settore e che ne faranno una realtà d'eccellenza, all'avanguardia nel sistema dell'economia circolare del rifiuto».   

Presidente Migliorelli, ma esiste davvero questa circolarità del rifiuto? In provincia ne sentiamo parlare ormai da mesi.  
«Certo che esiste ed è quello il nostro l'orizzonte. Lo abbiamo toccato con mano insieme ai sindaci nella trasferta che abbiamo fatto in Trentino ed in Veneto. Loro hanno iniziato prima, adesso tocca a noi. Sono passati nemmeno due anni da quando abbiamo deciso di fare quest'operazione. Manca l'ultima autorizzazione regionale, da rilasciare in sede di conferenza dei servizi e poi potranno partire i lavori per realizzare la Fabbrica dei Materiali che potremo portare a termine entro la fine del 2021. Nel frattempo, gli altri investimenti sono partiti ed entro la fine dell'estate andrà a regime il primo importante pezzo dell'ammodernamento dell'impianto.

Questo significa che faremo tutto in meno di cinque anni, che sono la durata del mandato di un sindaco. Con i tempi della burocrazia italiana già questi tempi così ristretti sono un record. E preciso: l'operazione "Fabbrica" prevede un investimento di 13 milioni di euro. Risorse che già abbiamo in cassa e che non chiederemo ai soci. Nei giorni scorsi abbiamo raggiunto un accordo con l'Amministrazione Provinciale che ha sbloccato i 6 milioni di euro destinati dalla Regione e l'altra parte di cofinanziamento sarà a carico di Società Ambiente Frosinone».

In cosa consiste questa che lei spesso definisce rivoluzione del ciclo dei rifiuti?
«In una scala gerarchica del ciclo dei rifiuti, si parte dalla prevenzione nella creazione dei rifiuti, proseguendo per il recupero, riuso e riciclaggio di materia. L'obiettivo è fare sì che le fasi finali di smaltimento e recupero energetico siano residuali. Ed è questo ciò che vogliamo fare nello stabilimento di Colfelice. Dovremo avere percentuali molto alte di recupero di materia dai rifiuti urbani lavorati, per toglierli dalla filiera discarica-termovalorizzatore e reimmetterli nelle filiere produttive come materie prime-seconde. Plastiche e metalli in modo particolare. Questo significa benefici per la collettività sia da un punto di vista economico che ambientale».

Come si chiude il 2019 per la Saf? Intendiamo il bilancio.
«Il bilancio economico si chiude con una perdita netta di 372.000 euro, che copriremo con il patrimonio accantonato negli anni. Nel piano industriale approvato a settembre 2018 prevedevamo, per l'anno 2019, una perdita superiore ai 2 milioni di euro. Mi sento soddisfatto anche rispetto ai risultati ambientali registrati. Abbiamo avuto un forte calo del numero dei camion transitati in impianto. Meno inquinamento, meno emissioni in atmosfera, meno traffico veicolare, contenimento dell'impatto ambientale. Questo sensibile abbattimento di anidride carbonica e polveri sottili è certificato dalle analisi e dai monitoraggi di Arpa Lazio. Cioè, non è la favoletta raccontata da Lucio Migliorelli, ma sono le evidenze scientifiche a dirlo».   

Lei chiaramente punta al bis. Cosa si aspetta dai sindaci e dall'assemblea di lunedì?
«Mi aspetto consequenzialità. Mi spiego. In questi tre anni la porta del mio ufficio in Saf è sempre stata aperta. A tutti i sindaci. Perché, e questa è il valore più alto, Saf non è mia, né di alcun altro privato. Saf è dei sindaci, della Provincia, dei Comuni, dei cittadini. È patrimonio pubblico di questa terra. Ho avviato con ciascun sindaco un rapporto diretto, leale e da subito c'è stata reciprocità. Con i loro voti e con la loro fiducia ho avviato, insieme al consiglio di amministrazione, la trasformazione del sito di Colfelice. Non sono mai mancati condivisione, ascolto e collaborazione. Questa continuità di rapporto è il valore aggiunto della mia presidenza. Spero e mi auguro che i sindaci vogliano tenerne conto e votare per la continuità di un percorso che io ho guidato con il loro sostegno e forte della loro fiducia».