Tantissime presenze all'inaugurazione della prima fermata di un treno Tav a Frosinone domenica scorsa.
Ma anche numerose, e soprattutto vistose, assenze.
Per esempio i senatori Massimo Ruspandini (Fratelli d'Italia) e Gianfranco Rufa (Lega). Ma anche i deputati Claudio Durigon, Francesco Zicchieri (Lega), Luca Frusone, Ilaria Fontana, Enrica Segneri (Movimento Cinque Stelle).

La ragione è da ricercarsi negli inviti. Sono stati pochissimi e naturalmente non era quella di domenica un'occasione per "imbucarsi". Il senatore Massimo Ruspandini spiega: «Un passaggio molto importante verso un futuro traguardo che potrebbe davvero diventare epocale per la nostra provincia: la "vera" stazione dell'Alta velocità. Una giornata, tuttavia, trasformata in una sgradevole passerella elettorale per il centrosinistra regionale guidato da Nicola Zingaretti».

L'esponente di Fratelli d'Italia individua quindi nella stazione della Tav il vero punto di svolta. Poi aggiunge: «Peccato perchè un passaggio di questo tipo, al quale occorrerà aggiungere ancora tanti sforzi e tanto lavoro da parte del territorio in un gioco di squadra, avrebbe meritato una cornice politica senza colore, rappresentativa del territorio, scevra dalla plateale ricerca del facile tornaconto elettorale».

Ancora: «Continuerò a sostenere questo progetto e chi avrà l'onore e l'onere di portarlo avanti ma non posso non rilevare che due membri del territorio della Commissione Trasporti del Senato non sono stati minimamente coinvolti nell'evento alle stazioni di Frosinone e Cassino. Avvalorando la tesi di chi comincia a sostenere che sotto un vestito molto bello dato a questo roboante annuncio ci sia ancora troppo poco. Spero davvero di sbagliarmi ma è certo che rispetto al "plauso" all'instradamento di questo treno (il più lento in assoluto dell'Alta Velocità), l'obiettivo che ora dobbiamo impegnarci a cogliere è quello della stazione dell'Alta Velocità. Solo allora si potrà parlare di data storica e svolta epocale».

Conclude Massimo Ruspandini: «Si tratta sicuramente di un'occasione irripetibile per il territorio, ma proprio per questo vanno evitate le bandierine e le rivendicazioni di parte» L'assessore comunale di Frosinone Pasquale Cirillo e il consigliere Maria Rosaria Rotondi, entrambi di Fratelli d'Italia, sottolineano «il grande contributo del senatore Massimo Ruspandini, membro della commissione trasporti, che da sempre si è battuto affinché si realizzasse la fermata della Tav».
Poi aggiungono: «La Ciociaria avrà un impatto notevole da un'opportunità del genere: in termini di Pil, di valorizzazione immobiliare e di tanti altri aspetti.
A cominciare dal turismo».

Per Samuel Battaglini, consigliere comunale di Patrica ed esponente di Fratelli d'Italia, «Frosinone-Roma in 40 minuti è un punto di partenza fondamentale per gli studenti, i lavoratori, i turisti e più in generale per tutti i pendolari». Aggiunge: «Ma ovviamente non basta.
I costi dell'Alta Velocità e le fermate ad orari piuttosto scomodi rappresentano, per ora, il vero limite al quale si deve fare fronte».

Ricordiamo che la possibile stazione dell'Alta Velocità è stata individuata in un'area tra Supino e Ferentino, a pochi metri (circa 800) dal casello autostradale e dalla superstrada Ferentino-Sora, snodo fondamentale anche per l'Abbruzzo. Un'opzione comunque irripetibile per la Ciociaria.

In una nota le Ferrovie dello Stato hanno evidenziato: «Il Frecciarossa, eccellenza dell'alta velocità italiana, può diventare il simbolo del rilancio dell'economia e del settore turistico per il frusinate e il cassinate e, più in generale, per tutto il Lazio». Sarà più facile raggiungere non soltanto Roma e Napoli, ma anche Milano, Bologna, Firenze. Per poi avere un "corridoio" per l'Europa: Parigi, Vienna, Berlino. Ma pure la Russia e la Scandinavia.

Da domenica è iniziata un'altra partita, quella di un bacino di utenza all'altezza della situazione.
E naturalmente della stazione vera e propria, in prospettiva. Il punto è che Frosinone e Cassino sono nel network dell'Alta Velocità. Per rimanerci, però, la strada è ancora lunga. E davvero c'è bisogno di un'azione congiunta e di squadra di tutta la classe dirigente della provincia di Frosinone. Non soltanto quella politica, ma pure quella economica e associativa.