Una lettera al Direttore generale dell'Ares 118, Maria Paola Corradi, per muovere alcuni rilievi alla deliberazione n° 473 dell'8 giugno scorso, che approva il "Piano pluriennale internazionalizzazione dei mezzi di soccorso esternalizzati".

È stata scritta dal consigliere comunale, nonchè delegato al Consiglio nazionale Anci Danilo Magliocchetti, che interviene su un argomento di primaria importanza come la gestione e l'assegnazione dei mezzi di soccorso nel Lazio.

«Ho appreso con piacere  - esordisce Magliocchetti - che l'Ares ha deciso di attivare, finalmente e in controtendenza rispetto a quanto ha fatto fino ad oggi, un importante Piano pluriennale di internazionalizzazione dei mezzi di soccorso esternalizzati, con il seguente cronoprogramma: anno 2020, internazionalizzazione 38 mezzi; anno 2021, internazionalizzazione 39 mezzi; anno 2022, internazionalizzazione 40 mezzi.

Ad oggi  - spiega il consigliere-  l'Ares ha una ripartizione di 235 mezzi, dei quali 117 esternalizzati.
Quella dei mezzi esternalizzati, però, rappresenta una vera anomalia. Tanto che la stessa delibera riporta testualmente che la situazione attuale "costituisce la punta massima di esternalizzazione del servizio mai raggiunta dall'Ares". Dalla lettura del documento si evince che, per il 2020, i 38 mezzi da internalizzare già programmati, si feriscono alla sola città di Roma, così suddivisi: 33 ambulanze e 5 automediche».

A questo punto, però, il consigliere rileva che, «pur con il massimo rispetto per le esigenze della Capitale, analoga attenzione e volontà decisionale dovrà essere rivolta, al più presto, anche alle altre Ares del territorio e nello specifico a quella della provincia di Frosinone, anche se l'Azienda ha un numero limitato di mezzi esternalizzati, 4 su un totale di 28».

Ma in proposito il delegato Anci sottolinea che c'è bisogno «di un generale ammodernamento di questi mezzi, proprio come prevede la delibera per le 33 ambulanze e le 5 auto mediche da internalizzare a Roma, che dovranno essere dotati di monitor defibrillatori, ventilatori polmonari, massaggiatori cardiaci, aspiratori ecofast e sedie di evacuazione scendi scale».

Inoltre, Magliocchetti fa notare che la delibera prevede l'acquisto, sempre per la sola Ares di Roma, «di 6 barelle ad alto biocontenimento, per rendere idonee una quota delle ambulanze operative nella città ai trasporti dei pazienti che necessitano di tale misura precauzionale, come si è verificato durante l'emergenza Covid-19 e come potrebbe verificarsi nel corso di emergenze future».

Da qui, alcune domande al direttore generale Corradi: «Perchè le altre Ares del Lazio non sono state contemplate per l'acquisto delle barelle di biocontenimento? Eventuali emergenze infettivologiche potrebbero interessare tutto il Lazio, quindi, perché destinare questi importanti presidi soltanto alla Capitale? Del resto conclude il consigliere dal calcolo della spesa si evince che il costo per l'acquisto delle barelle di biocontenimento è di 11.700 euro + Iva.
Quindi, una cifra non proibitiva, che potrebbe essere incrementata con poco per destinare subito questi indispensabili strumenti a tutte le Ares del Lazio».