Il senatore Massimo Ruspandini incalza il Governo sui tanti problemi dei Sin, i Siti di Interesse Nazionale) sulle lungaggini burocratiche che ostacolano lo sviluppo di queste aree e sui notevoli ritardi nelle bonifiche dei territori.

Il parlamentare di FdI ha parlato del tema nella sua dimensione nazionale, riferendosi ai 300 Comuni italiani compresi nelle perimetrazioni. Ma lo scopo dell'intervento è stato anche e soprattutto quello di accendere i riflettori sul Sin "Bacino del fiume Sacco", che interessa la Ciociaria e la Valle omonima.
Massimo Ruspandini lo ha fatto nel corso dell'audizione tenuta ieri in Senato, al cospetto del Ministro dell'Ambiente Sergio Costa.

Il titolare del Dicastero, nella sua risposta, ha dichiarato di apprezzare l'iniziativa del senatore di Fratelli d'Italia, e di condividere l'esigenza per la semplificazione di tutti i processi riguardanti queste aree. In particolare, le procedure per le bonifiche, per l'assegnazione delle risorse, per approvare i progetti rendendoli esecutivi e aprire così i cantieri.

«Mi farebbe piacere se il Parlamento suggerisse ulteriori semplificazioni - ha detto il ministro - Faccio qualche esempio concreto: contingentare i tempi e consentire, visto che oggi non è possibile, che dove nel Sin ci sono parti di bonifica ancora non attuate per motivi tecnici, di poter già deliberare questa quota parte. Sono forse anche banalità tecniche, ma risolvono problemi concreti».

L'apertura convinta di Sergio Costa è anche sull'emergenza Covid sollevata dal senatore.
«In un momento come questo - ha fatto notare nel suo intervento Ruspandini - occorrono risposte rapide, se non vogliamo colpire doppiamente quelle aree che in passato hanno già pagato un tributo troppo alto».
Il ministro ha risposto che alcune norme possono essere riviste nel "Decreto Semplificazioni", attraverso una collaborazione costruttiva tra Governo e opposizione.

Una prospettiva su cui, ha assicurato Ruspandini, si lavorerà già nei prossimi giorni. «La bonifica del Sin "Valle del Sacco" è un argomento che deve diventare centrale nell'agenda politica provinciale  - ha aggiunto il parlamentare ciociaro - Purtroppo ai ritardi nella bonifica si aggiungono le difficoltà che trovano imprese e aziende nel realizzare ogni tipo di iniziativa, anche quelle a impatto ambientale zero. A questa situazione si aggiungono i costi relativi alla caratterizzazione e la Conferenza dei Servizi, che ha sempre tempi troppo lunghi per dare risposte certe a chi ancora sceglie la nostra provincia per investire e creare occupazione».

In tale ottica, il senatore ha pensato anche alla discarica di via Le Lame: «Ci risulta che sono pronti progetti e soldi per eliminare quello scempio al centro dell'area industriale. Si tratta di eliminare quel cumulo dei rifiuti che, negli anni, potrebbe produrre ulteriori danni a tutta la zona. Dobbiamo fare in modo che questo avvenga rapidamente. Questa è una di quelle opere cantierabili che, oltre a eliminare un enorme rischio ambientale, potrebbe risolvere più di qualche problema occupazionale.

La burocrazia  - ha concluso Ruspandini - oggi può fare ulteriori danni ai Comuni compresi nelle aree dei cosiddetti Sin. Non possiamo permetterci che alcune aziende siano costrette a delocalizzare in attesa di risposte che non arrivano mai. Le decisioni autorizzative, nell'economia del dopo-Covid devono essere rapide mettendo sempre in primo piano la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, senza ostacolare lo sviluppo economico delle nostre città».