Una analisi della Fase Due e le soluzioni per uscire dalla pesante crisi provocata dall'emergenza Coronavirus in tutto il Lazio. Le risposte arrivano dal presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini, che interviene sul delicato momento economico in cui si trovano oggi il Paese e il nostro territorio.

Presidente Buschini, la "Fase 2" sta facendo muovere i primi passi all'economia, ma la crisi è ancora grave.
«La crisi è larga e profonda come dicono gli studiosi di e coinvolge tutti i sistemi economici del mondo, non solo l'Italia o il Lazio. La differenza la fanno alcuni elementi essenziali, a partire dai tempi di reazione.
Non può essere una gara a chi riapre per primo, perchè dimentichiamo che il virus non è stato sconfitto e ha provocato una tragedia umana vera, profonda».

Come si combatte la pandemia economica?
«Con la liquidità immediata, il taglio di ogni forma di orpello burocratico o timbro inutile, l'unità delle istituzioni, la fiducia nelle nostre risorse di valori e di Sistema Paese».

La Regione finora è stata veloce nell'attivare gli strumenti di sostegno alle imprese?
«Nel quadro nazionale, e nelle condizioni incredibili, assolutamente sì. Diciamo che l'emergenza ha fatto emergere una Regione Lazio che è stata capace di essere un punto di riferimento per il resto d'Italia. Ha messo in campo risorse dirette e indirette per oltre 1 miliardo di euro, per le piccole imprese, il turismo, i lavoratori, i Comuni, le aree e i settori che stanno subendo uno tsunami. Ha saputo essere un collante con tutti i sindaci, che vanno ringraziati per il grande lavoro svolto, senza distinzioni politiche né polemiche, come leggiamo da altre realtà».

Nelle prossime ore sarà varata la legge per svincolare i commercianti dalle vendite promozionali. Li aiuterà?
«Innanzitutto, questa legge toglie una piccola gabbia, ovvero il blocco a decine di migliaia di negozi di iniziare le vendite promozionali nei 30 giorni che precedono i saldi, che quest'anno partiranno il 1 agosto. In un momento eccezionale, si mettono in atto provvedimenti straordinari, perchè dobbiamo salvare il lavoro e le imprese, i sacrifici di una vita. È fondamentale».

Ma sarà utile all'economia?
«Credo proprio di sì. Le imprese, ho lanciato l'allarme pochi giorni fa, lamentano la lentezza del sistema bancario sui finanziamenti da 25.000 euro garantiti dallo Stato. I sindacati, e la Regione Lazio li sostiene in pieno, chiedono giustamente più velocità nell'erogazione della cassa integrazione in deroga per quasi 200.000 lavoratori, donne e uomini, che da settimane sono fermi. Ogni strumento che aiuta la ripresa è positivo. Pensiamo, per esempio, a quanta merce invenduta hanno i commercianti».

La proposta di legge è passata all'unanimità.
È un altro segnale?
«È una assunzione di responsabilità, la crisi non ha colore politico. Le polemiche che vediamo in altre regioni non credo producano Pil, né posti di lavoro, né hanno salvato vite umane. Il voto unanime sulla deroga per il commercio votata dalla Commissione Attività produttive è un segno di buona politica. Ora, però, bisogna correre e la conferenza dei capigruppo ha accolto la proposta di votare già domani il testo.
Non possiamo passare dal lockdown al blackout.
È necessario essere prudenti, se possibile consumare prodotti delle nostre terre, del Lazio e credere di più in noi stessi».