Si torna a parlare di elezioni in tutto il Paese dopo l'avvio, per ora confortante, della Fase 2, quella della cosiddetta ripartenza.

L'ipotesi più accreditata, visto lo slittamento delle varie consultazioni di primavera a causa dell'emergenza sanitaria, è quella di accorparle in un solo "election day" che dovrebbe tenersi o il 13 e 14 settembre prossimi, oppure il 27 e 28 dello stesso mese.

Nella prima o nella seconda scadenza verrebbero riunite le elezioni regionali,comunali, suppletive e il referendum sul taglio dei Parlamentari.
Il rinvio delle elezioni è stato al centro del dibattito parlamentare, con un emendamento della pentastellata Anna Bilotti al Decreto legge Elezioni.
Il testo prevede il voto in due giorni: la domenica dalle 7 alle 23 e la mattinata del lunedì fino alle 15.
Una scelta che tiene conto delle misure di sicurezza, che rallenteranno l'accesso alle urne.

Per lo spoglio, si dovrebbe i cominciare con le suppletive per le politiche. A seguire, il referendum sul taglio dei parlamentari e le Regionali. Lo scrutinio delle Comunali è rinviato al martedì successivo. Il Governo ha accolto la proposta e l'ha riportata in Consiglio dei Ministri.

Le opposizioni, però, non la condividono, in quanto la raccolta di firme e la presentazione delle liste si concentrerebbero ad agosto, in piena estate.
Pertanto, il Centrodestra vorrebbe due settimane in più.
Per Fratelli d'Italia la prima data utile è il 27 settembre.
Anche la Lega contesta il termine del 13 settembre, che non consentirebbe di svolgere un'adeguata campagna elettorale. Una posizione analoga la sostiene anche Sinistra Italiana.

Ma vediamo le regioni chiamate al voto.
Sono Veneto, Valle d'Aosta, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Invece, sono più di mille i Comuni interessati dalle amministrative, compresi 15 capoluoghi di provincia e 4 di regione: Trento, Bolzano, Venezia e Reggio Calabria.

In Ciociaria andranno alle urne 8 Comuni: Belmonte Castello, Ceccano, Cervaro, Guarcino, Fontana Liri, Patrica, Pontecorvo, Trevi nel Lazio. Ceccano è l'unico centro con oltre 15.000 abitanti dove è previsto il ballottaggio, se al primo turno nessun candidato sindaco raggiungerà più del 50% dei voti. Sempre riguardo a Ceccano, ricordiamo che le dimissioni di undici consiglieri hanno decretato la fine anticipata della consiliatura. Inoltre, il test elettorale sarà importante perchè la città è diventata la roccaforte del senatore di FdI Massimo Ruspandini.
A Pontecorvo, invece, il sindaco è Anselmo Rotondo, esponente di Forza Italia. A Fontana Liri, infine, il primo cittadino è Gianpio Sarracco, rappresentante del Pd e fedelissimo di Francesco De Angelis.