A una settimana dalle dimissioni da assessore, Monia Miele fa chiarezza: "Come ormai noto a tutti, qualche giorno fa ho rassegnato le dimissioni dalla carica di assessore con le motivazioni contenute nella nota, depositata a verbale, durante il consiglio comunale del 15.5.2020. Intanto voglio ringraziare gli oltre 500 elettori che, indicando il mio nome con la preferenza elettorale, hanno riposto in me aspettative e fiducia. Una responsabilità che ho cercato di ricambiare attraverso la disponibilità ed il lavoro costante, anche in collaborazione con molte associazioni, grazie alle quali sono state realizzate non solo manifestazioni, ma punti di incontro e di confronto sociale. Nella mia lettera di dimissioni, a prescindere dalle circostanze e dagli episodi richiamati, quello che emerge è l'amarezza di aver visto naufragare quell'idea di amministrazione e di città, che tutti avevamo sognato e che aveva ispirato quel cambiamento tanto atteso.

Del resto, dal tenore dei messaggi di solidarietà ricevuti a ridosso della scelta operata, traspare proprio quel sentimento di delusione che non rimane confinato al singolo episodio, ma che investe tutto il progetto in cui i Santeliani avevano creduto fortemente. E sinceramente dispiace dover constatare che, a differenza dei cittadini, chi non ha ben compreso le ragioni della scelta sia stato proprio il primo cittadino, che in una nota appresa su facebook, ha preferito distogliere l'attenzione dal problema principale, quello amministrativo, preferendo l'attacco frontale alla sottoscritta, condito di distorsioni ed insinuazioni di facile smentita. Il sindaco - prosegue nella sua lettera ai cittadini l'ex assessore Miele - ha contestato la mia assenza in varie giunte, ma è facile verificare che ho disertato due sole sedute di giunta, su un totale di dieci svolte da inizio anno. E se davvero la mia assenza avesse avuto un peso rilevante sulla gestione amministrativa, sarebbe stato compito del primo cittadino redarguire l'assessore assente o adottare provvedimenti. Mi è stato inoltre contestato un certo assenteismo in periodo di emergenza pandemia ma, forse, il sindaco , non sa che c'era da organizzare la raccolta alimentare per le famiglie bisognose , con l'aiuto degli esercizi commerciali, delle associazioni e dei volontari; che c'era da gestire, con l'ufficio commercio, l'organizzazione delle attività commerciali; che c'erano da preparare le convenzioni per aderire al decreto di concessione dei famosi "buoni spesa" e che bisognava interessarsi della sanificazione dei mezzi pubblici locali di trasporto.  Ho preferito occuparmi di tutto ciò, ed altro , anziché fermarmi a fare foto e selfie perchè è notorio che, a differenza di altri, non sono avvezza all'uso dei social network.

Ed è proprio in merito ai famosi buoni spesa che ho il dovere di chiarire che la delibera n.36 del 31 marzo 2020, a differenza di quanto sostiene il Sindaco, individuava solamente i criteri di assegnazione alle famiglie, non le attività commerciali cui i buoni sono stati destinati. La decisione non è transitata in giunta come è facile verificare attraverso l'albo pretorio ed è stata assunta, a mia assoluta insaputa, con determina dirigenziale. Non avrei mai ratificato la scelta di poter utilizzare i buoni in altri comuni, perché sono e sarò sempre dalla parte delle attività del nostro paese e credo che sia superfluo commentare la bassezza delle gravi illazioni mosse sul mio interesse economico personale. Le ragioni delle mie dimissioni sono chiare, avrei potuto oziare su una poltrona politica continuando beatamente a ricevere l'indennità di assessore, ma ho preferito rimanere fedele alle mie idee senza prendere in giro me stessa ed i miei concittadini". Poi la conclusione e l'amarezza, ma anche l'apertura alla comunità: "Cari cittadini, il mio grido di dolore aveva come scopo anche quello di smuovere le coscienze di una compagine amministrativa purtroppo inconcludente; dal sindaco mi sarei aspettata argomenti concreti ed uno scatto di orgoglio, capace di rassicurare la sottoscritta e tutti i cittadini, circa la fattibilità concreta di quel paventato cambiamento.

Avrei voluto ascoltare idee e progetti in cantiere, capaci di farmi ricredere e magari di insinuare, in me stessa, il dubbio che la scelta delle dimissioni era stato un errore. Nulla di tutto ciò. Solo le solite scuse, finemente argomentate in bello stile, nel solco di quell'abitudine ormai cronica di questa amministrazione, che ama fare foto e selfie, ma che ha smarrito la concretezza e gli obiettivi da raggiungere. Credo di non aver leso l'orgoglio di "nessuno" nel rassegnare le dimissioni nel corso di un consiglio tenutosi in assenza del sindaco; le mie dimissioni del resto erano rivolte ai cittadini, che sono i destinatari diretti di quello che viene detto e scritto nei Consigli comunali. Al sindaco ho sempre manifestato le mie divergenze con spirito collaborativo, ma la mia correttezza non è servita ad invertire la rotta. La mia è stata una scelta sofferta, maturata per il rispetto che ho nei vostri confronti, anche perché insieme a me avete creduto in un progetto di cui purtroppo non esiste traccia. Ho un'idea di città, che è la stessa che ho condiviso con questa amministrazione, fino a quando ho capito che non si sarebbe mai realizzata. E allora intendo precisare a tutti voi che proseguirò il mio impegno dai banchi dell'opposizione, da sola, senza un coinvolgimento con la lista "Rinascita", rimanendo fedele alle mie idee, che poi sono le stesse che ci convincevano, un anno fa, quando siamo saliti sui palchi e che hanno convinto anche Voi concittadini a votare la lista "Sant'Elia nel cuore". In ogni caso, rinnovo a questa amministrazione gli auguri affinché riscopra le idee che avevano ispirato la scelta di impegnarci per i cittadini di Sant'Elia e magari l'umiltà di tornare a confrontarsi con la gente, a prescindere da simpatie, da ragioni politiche o elettorali. Forza Sant'Elia sempre".