Fratelli d'Italia è compatto e fa blocco attorno al consigliere Massimiliano Bruni, privato giovedì scorso della delega alle opere pubbliche dal sindaco Roberto De Donatis. Ciò nonostante non se la sente di scaricare adesso la striminzita maggioranza che tiene in piedi l'amministrazione sorana. Non in un frangente così drammatico per l'economia e la tenuta sociale. Perciò FdI non strappa con il sindaco. Ma lo avverte.
La riunione tra gli esponenti del partito sorano e i dirigenti provinciali è terminata poco fa, alla presenza del Senatore Massimo Ruspandini. Al termine dell'incontro i rappresentanti del partito della Meloni hanno scritto una lettera al sindaco dai contenuti quanto mai chiari: le condizioni di FdI per ricucire lo strappo, andare avanti con la consiliatura ed evitare alla città una crisi politica al buio proprio in questo momento di emergenza.

I passaggi salienti della lettera sottoscritta dal senatore Ruspandini, dal coordinatore provinciale Paolo Pulciani, dal coordinatore cittadino Massimiliano Contucci e dal capogruppo consiliare Simona Castagna e subito inviata a De Donatis: "Il nostro partito, a Sora come altrove, è unito e coeso. Si muove e si muoverà in futuro in maniera univoca e compatta, anche attraverso l'azione sincronizzata dei consiglieri comunali di riferimento. Abbiamo programmi da portare a termine ed altri da creare nell'immediato per fronteggiare la crisi in atto. E' nostro intento attuare tali programmi avendo come esclusivo interesse il vantaggio della nostra comunità, nazionale e locale". E ancora: "La informiamo che il nostro partito non intende partecipare al ‘mercato delle vacche' per assegnazione di deleghe, assessorati o qualsiasi altra posizione offerta in contropartita. Intendiamo garantire il nostro sostegno e il nostro apporto con l'esclusivo intento di perseguire i traguardi che la nostra città merita e che i nostri concittadini si aspettano, soprattutto nel delicato momento di crisi che viviamo". Il messaggio a De Donatis è oltremodo chiaro. Ora la palla rimbalza nell'ufficio del sindaco. Il cerino ce l'ha in mano lui.