A volte guadagnano come un operaio. Altre volte gli “stipendi” sono d’oro. Guadagni esentasse, niente Tosap, niente iva né controlli fiscali. L’ultima frontiera del commercio è l’elemosina. E a Cassino c’è una guerra invisibile per il controllo di aree urbane dove posizionarsi per sgranare occhi dolci e chiedere una monetina, in cappelli sempre semivuoti mentre le tasche sono gonfie e ricche.

Somme tutt’altro che modeste quelle che si trovano tra le mani “i mendicanti di mestiere” a fine turno, loro che hanno colonizzato i punti strategici della città: ingresso delle chiese in centro, s permercati, semafori, angoli di Corso della Repubblica e, durante le feste, “postazioni mobili” dove il flusso di gente è maggiore. Pochi gli italiani, tanti gli stranieri che spesso arrivano da Roma o dalla vicina Campania. Molti di loro scendono dal treno, fanno co- lazione al bar e vanno a posizionarsi sul “posto di lavoro”.

Le tipologie di mendicanti

A volte sono rumeni o polacchi, hanno piccoli problemi fisici e l’aria dimessa li fa apparire più vecchi della reale età. Altre volte - sono soprattutto africani - sono forti, insistenti e non danno tregua. Addirittura, a volte, entrano in chiesa e “bussano” ai fedeli immersi nella preghiera. Difficile crociata, quella dei parroci, che li richiamano all’ordine. Qualche mese fa, in coincidenza con l’arrivo di un gruppo di egiziani davanti a una chiesa, iniziarono a sparire parecchie borse dagli scranni, mentre le vecchiette erano in pieno raccoglimento, con conseguente denuncia delle malcapitate.

Dinanzi alla chiesa di Sant’Antonio, in alcuni periodi dell’anno ci sono veri e propri turni, con mendicanti che si alternato in base all’orario e al giorno della settimana. In quell’angolo di paradiso i guadagni sono più alti, per la felice convergenza tra le principali arterie di collegamento urbano, le vie dello shopping e quelle dell’aperitivo a tutte le ore. Sono i commercianti a rivelare che quando vanno a cambiare le monetine, a fine lavoro, la somma si aggira sempre tra i 100 e  i150 euro per volta. Supermercati e attività del centro, ormai, li conoscono e quegli spicci fanno sempre comodo.

Il “capo” e la conta dei denari

Molti mendicanti sono conosciuti. Dormono nella sala d’attesa della stazione o nelle baracche vicino alle case popolari in una zona extraurbana. E, dunque, operano in proprio. Per altri c’è il dubbio, che venga impiegata la buonafede della gente come lucrosa risorsa economica. Che possa esserci, cioè, un’organizzazione che gioca sulla credulità o sulle recondite paure delle persone per spillare più monete possibili.

Un episodio inquietante è accaduto diversi mesi fa proprio a S. Antonio e subito denunciato. A turni di due ore coppie di stranieri si alternavano davanti alla chiesa. A fine mattinata venivano raggiunti da un connazionale che procedeva alla conta dei soldi. Il contenuto dei bicchieri, in un caso, venne rovesciato in una scatola unica, le monete divise per valore per poi procedere al conteggio e alla redistribuzione dell’incasso. E la scena non sarebbe isolata.

Vendono calzini: ma c’è dell’altro

Dove c’è un mercato o un centro commerciale, c’è un venditore di calzini. Che fa anche il parcheggiatore abusivo. Il sabato mattina piazza Green, è presa d’assalto. Girano come falchi in attesa che il conducente trovi un posteggio. In quel momento entrano in azione: dapprima propongono i calzini, poi rimediano sempre una mone- tina. Proprio qualche giorno fa la Polizia ha multato un nigeriano mentre faceva il parcheggiatore abusivo nell’area di sosta di un centro commerciale: in tasca aveva700 euro! Tutti guadagni dell’esercizio illecito. Diversi i parcheggiatori abusivi o i venditori di intimo fermati negli ultimi tempi. A metà mattinata avevano già racimolato 60 euro, 80 euro, 120 o 150 euro. In media, anche per loro, ci sono almeno 100 euro che, spesso, intascano in mezza giornata. Così, Cassino è diventata l’isola felice dei mendicanti. Pochi spiccioli che rappresentano una miniera d’oro.