Il 14 gennaio scorso un 58enne  si è recato presso gli uffici del Commissariato di Cassino per denunciare una triste vicenda: era stato negato al figlio, con un’invalidità del 100%, il riconoscimento dell’indennità di accompagno.

L’uomo ha dichiarato che il figlio di 26 anni non risulta essere autosufficiente  nemmeno per i più elementari bisogni quotidiani.

Non solo: ha anche aggiunto che è costretto ad “abbandonare”  il figlio da solo in casa, in quanto con soli 290 euro di pensione al mese  non è in grado di far fronte  a tutte le esigenze connesse all’assistenza del ragazzo, assumendosi consapevolmente la responsabilità del gesto, avendo altresì già invitato il figlio a contattare le Forze dell’Ordine per ogni necessità.

Le parole a quel punto si trasformano in fatti. Il 16 gennaio giunge una richiesta di aiuto sulla linea 113 del Commissariato: è il giovane  che chiama la Polizia.

Il ragazzo riferisce di essere rimasto da solo in casa, su una sedie a rotelle,  e di non essere nelle condizioni nemmeno di provvedere a mangiare.

Il personale della Polizia di Stato, che nel frattempo ha interessato gli Enti competenti,  si è immediatamente recato presso l’abitazione del ragazzo, facendosi carico di tutte le sue necessità, anche grazie alla preziosa  collaborazione di un istituto di religiose.

Rintracciato dagli inquirenti, il genitore “disperato”, anche lui invalido, conferma il volontario allontanamento  come eclatante gesto di protesta nei confronti del disinteresse delle Istituzioni, dalle quali si sente a sua volta “abbandonato”.

Nella giornata di ieri i Servizi Sociali del Comune di Cassino si sono fatti carico della situazione, mentre l’intera vicenda è stata posta all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria.