Un milione e trecentomila euro. A tanto ammonta il risarcimento danni che andrà agli eredi di Nazzareno Monti, l’operaio della Siderpali di Anagni, morto per un incidente sul lavoro il 29 giugno del 2009. L’uomo, all’epoca di 47 anni, morì nell’impianto di proprietà della Pali Italia spa, ora fallita, colpito da un palo metallico sulla linea di saldatura sulla quale lavorava. Una tragedia che ha distrutto la famiglia di Monti, originario di Anagni, ma successivamente trasferitosi a Valmontone, che ha portato all'apertura di un’inchiesta.

A seguito di questa quattro persone erano state rinviate a giudizio per omicidio colposo, mentre l’amministratore delegato e legale rappresentante della società, il parmense Luca Fantuzzi, 43 anni, aveva deciso di patteggiare una pena di dieci mesi. A seguito di tale pronuncia, gli eredi dell’operaio, assistiti dagli avvocati Antonino e Calogero Nobile e Angelo Natalizia, hanno promosso una causa civile per vedersi liquidato il danno derivante dall’incidente. A conclusione del procedimento il giudice del tribunale di Frosinone ha condannato, in solido, l’amministratore della Pali Italia, Fantuzzi, la stessa Pali Italia e la Omm di Bari, società che aveva venduto il macchinario alla Siderpali a un maxi risarcimento.

Il giudice ha distinto le varie posizioni stabilendo 282.000 euro a ciascuno dei primi due figli dell’uomo, quindi 325.00 euro per la figlia più piccola dell’operaio, alla quale andranno anche 216.000 euro in qualità di erede della nonna (nonché madre del dipendente dello stabilimento di Anagni), infine 216.00 euro andranno alla compagna della vittima. Il totale complessiva supera l’1,3 milioni di euro. Stando alla ricostruzione dei fatti emersa nel corso delle indagini, l’operaio venne colpito alla schiena da un palo di ferro del peso di un quintale e mezzo mentre manovrava un macchinario. Sotto accusa, all’epoca, finirono oltre al datore di lavoro dell’addetto, anche il legale rappresentante della società che ha prodotto, collaudato e fornito il macchinario alla Siderpali, la Omm di Bari e tre tecnici della stessa ditta pugliese. L’accusa, in sede penale, era di omicidio colposo per violazione della sicurezza sul lavoro.