L’hanno già soprannominata la “guerra della Befana”, scatenata a colpi di cenere e carbone più che di calze piene di dolci e cioccolata. A combatterla il sindaco Nicola Ottaviani e Fabrizio Cristofari, candidato del Partito Democratico alla carica di primo cittadino. Ieri un botta e risposta al vetriolo, che rappresenta un anticipo di quella che si prefigura come una campagna elettorale senza esclusione di colpi.

Nei giorni scorsi la polemica si era sviluppata tra lo stesso Ottaviani e il consigliere comunale del Pd Stefania Martini. Motivo del contendere la Befana organizzata dal Comune. La Martini aveva detto: «Non siamo contrari alla Befana del Comune. A nostro giudizio non era necessaria la sfilata del Sin- daco e di altri amministratori, perché questa è soltanto campagna elettorale». Durissima la risposta di Ottaviani.

Fabrizio Cristofari rileva: «Siamo costretti purtroppo a dover assistere ancora una volta ad atteggiamenti inadeguati da parte del sindaco Ottaviani verso chi, avendone titolo, ha semplicemente messo in discussione la validità di un'iniziativa voluta da questa Amministrazione. A tal proposito, ritengo davvero incresciose le bordate trasversali rivolte al consigliere Stefania Martini, in quanto donna prima di tutto, nonché degno e capace amministratore in secondo luogo».

Rileva Cristofari: «Si tratta dell'ennesima dimostrazione di inadeguatezza nell'azione governativa della giunta Ottaviani, che si fa fregio di altruismo e vicinanza recando doni per l'Epifania presso i palazzi Ater di Frosinone. Un atto questo, che, seppur ammesso per alcuni versi, reputo discriminante nei confronti delle tante persone in situazione di difficoltà che vivono non solo lì, ma ovunque nella nostra città, e che impone una seria riflessione anche sul modo in cui vengono impiegati i fondi da questa Amministrazione. Soldi pubblici o emolumenti degli amministratori che siano, l'operazione, velata da populismo elettorale, avrebbe richiesto di fatto maggiore trasparenza. Trasparenza che è venuta meno anche con il mancato coinvolgimento di tutti i componenti del consiglio comunale all'iniziativa, soprattutto appartenenti all'opposizione, e che la dice lunga sulla considerazione che il Sindaco possa avere verso gli amministratori che lo affiancano nella guida della città. Ed è realmente molto triste dover constatare che perfino una ricorrenza come l'Epifania, dedicata ai bambini, sia stata sminuita con decisioni e azioni lontane dal senso della solidarietà e della condivisione che la festività stessa racchiude in sé».

Il sindaco Nicola Ottaviani replica: «Ancora una volta il Pd di Frosinone e il proprio candidato a sindaco stanno dimostrando di essere politicamente vecchi e snob, brillando solo per la capacità di generare pregiudizi sociali e culturali. Il gruppo e il candidato del Pd dimostrano di non sapere neppure che nei condomini Ater vivono persone identiche a quelle del resto del capoluogo, meritevoli di maggiore attenzione e rispetto di quanto avvenuto in passato. Gli appartenenti al gruppo Pd di Frosinone hanno mostrato, per l’ennesima volta, una scarsissima vocazione al sacrificio e all’impegno, preferendo rimanere comodamente al calduccio a casa, nella giornata del 6 gennaio, malgrado fossero stati invitati, come tutti gli altri consiglieri comunali e gli assessori, anche con tanto di sms scritto, a prendere parte alla rievocazione di una tradizione storica e popolare che si perde nella notte dei tempi. L’unica ghettizzazione, quindi, che oggi sopravvive, non è il fatto di risiedere in una zona piuttosto che in un’altra, ma è quella della dimensione di certi amministratori del Pd che appartengono alla preistoria del senso politico e civico, preferendo continuare a cimentarsi in quel piccolo cerchio chiuso, condito di uno snobismo ormai trapassato».