Stop alle auto. Scatta domani la prima domenica ecologica (le altre il 22 gennaio, 5 e 19 febbraio, 5 marzo) nel tentativo (e augurio) di ridurre la concentrazione delle polveri sottili, Pm10 e Pm2,5, presenti nell'aria alatrense.

Blocco dunque del flusso veicolare dalle 8 alle 18 attorno al centro storico e dentro di esso, la cosiddetta “zona rossa” che sarà delimitata da cinque varchi posizionati all'inizio di via di Corsa dei cavalli arrivando da Fumone, a Bitta, in prossimità della rotatoria della vecchia stazione Fs, al termine di via Porta San Nicola, all'incrocio tra la Sr 155 e via Aldo Moro. Il Comune indica anche tre percorsi alternativi per chi intende raggiungere Via Madonna della Sanità, Ospedale e Stazione dei Carabinieri: un percorso blu che dalla chiesa delle XII Marie passa per Via Vicero, Via Sant'Arcangelo e Via del Giardino; un percorso verde che passa da Via della Stazione; un percorso arancione che dall'incrocio per la Fiura prosegue lungo la Sr 155 con svolta in Via della Stazza.

L'assessore all'ambiente Alessia Santoro ha dichiarato che il fenomeno inquinamento è di difficile soluzione, poiché concerne «le nostre abitudini di vita e, per questo, il cambiamento non sarà a breve termine». E confida in una proficua collaborazione e nella comprensione di tutti i cittadini. A vigilare sulla domenica ecologica sarà la Polizia locale.

I 5 Stelle: serve più coraggio

Gli attivisti sostengono che occorrono maggiori controlli, perché «la situazione è più grave rispetto a quella che esce dai dati della centralina di Bitta. Se questa conferma gli sforamenti annuali, ed è la più alta in quota della provincia, possiamo immaginare la qualità dell’aria nelle zone più basse di Alatri: perciò abbiamo chiesto da tempo l’installazione di una nuova centralina presso il semaforodi Tecchiena». Il M5S concorda sul fatto che la problematica sia di complessa situazione e invoca per questo «una pianificazione provinciale sotto la regia regionale».

Tarquini: occorre un confronto

Perplesso il consigliere Tarcisio Tarquini, che parla di «misura affrettata, buttata lì prima di essere sanzionati per omissione di interventi a salvaguardia della salute pubblica». Sottolinea la contrarietà dei residenti nel centro, poiché mancherebbe «una visione generale, con il rischio che tutto si risolva in una giornata di copri- fuoco senza prospettiva». Cosa servirebbe allora? «Una mobilità alternativa, trasporti pubblici efficienti. Un confronto con tutto il consiglio e con l’intera città, associazioni, categorie produttive per individuare insieme le strade di un vero, completo, piano di rispetto ambientale. All'assessore Santoro non mancano le competenze per affrontarlo».