Una piazza gremita per l’ultimo doloroso saluto a Matteo Onorati. Si sono svolti ieri mattina nel santuario di Santa Liberata, a Boville Ernica, i funerali del ventitreenne deceduto la notte di Capodanno in seguito a un tragico incidente stradale. «La vita è una, non sprecatela». Commoventi le parole di don Vincenzo Tomei e don Giuseppe Cippitelli rivolte ai tantissimi giovani che ieri hanno affollato il santuario di contrada per l’ultimo saluto terreno al loro amico fraterno.

«Matteo la sua vita l’ha donata per dirci oggi quanto è preziosa. E noi, il primo gennaio di ogni anno, non faremo soltanto memoria di un dolore, ma faremo memoria di qualcuno che ci ha ricordato che la vera vita va vissuta fino in fondo. Spendetela la vita per gli altri, donatela in abbondanza perché chi non la dona la spreca. E proprio il dolore di sua madre e di suo padre lo vogliamo fare nostro perché possa portare a qualcosa di più grande. Matteo è ora affacciato alla finestra del cielo. Non dobbiamo dimenticarlo come non dobbiamo dimenticare le tante persone che in questa contrada hanno perso la vita troppo presto». Tante le giovani vite spezzate sull’asfalto, troppi i cuori infranti di genitori che non hanno più lacrime. Matteo che con la sua allegria e la sua gioia di vivere aveva regalato affetto e sorrisi a tutti, oggi è l’angelo che veglia sull’intera comunità di Boville: «Signore non ti chiediamo perché ce l’hai tolto ma ti ringraziamo per avercelo donato».

Nella lettera della zia di Francesco tutto l’amore dei familiari. «Non ci sono parole per descrivere quanto dolore proviamo. Sei stato il nostro primo nipote e io ti ho cresciuto come un figlio. Per darti l’ultimo saluto si è riunita un’intera comunità. Ti conoscevano in tanti e sapevi farti voler bene da tutti. Eri sempre allegro e solare, rispettoso e cordiale. Noi eravamo orgogliosi, eri il nostro gioiello più bello. È difficile continuare a vivere e non voglio credere che non ti vedremo più entrare da quel portone che quando si apriva portava amore e felicità. Ora riposa in pace tra i tuoi amici angeli».

All’uscita dalla chiesa, le note di Vasco e centinaia di palloncini lanciati in aria: non un addio ma l’arrivederci di chi lo ha amato.