Comune sommerso da atti di Equitalia. L’ufficio protocollo dell’Ente è letteralmente invaso dalle cartelle che poi dovranno essere consegnate ai cittadini. Ma perché le cartelle sono in Comune? «In assenza di persone titolate a ricevere l’atto - recita la normativa - e qualora non vi siano termini stringenti perla notifica, l’addetto redige e lascia un avviso di cortesia. Se anche il secondo tentativo non va a buon fine, come da normativa vigente si provvede al deposito alla Casa Comunale, lasciando all’indirizzo del contribuente opportuno avviso».

La Casa comunale conserva gli atti amministrativi, giudiziari o tributari destinati a cittadini che non sono stati trovati in casa al momento della notifica da parte dei messi comunali o di altri Agenti notificatori e provvede alla consegna degli atti depositati ai destinatari. Ecco dunque spiegato perché, nella forma, il Comune è invaso dalle cartelle. La sostanza è ancor più preoccupante. Perché Equitalia, com’è noto, è una società italiana a totale controllo pubblico, incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio.

A Cassino a essere in debito, secondo quanto trapela, non sono solo alcuni imprenditori, ma anche semplici cittadini in difficoltà con le spese economiche che non riescono a far fronte alle spese quotidiane e alcune volte, dunque, incappano nel mancato pagamento dell’Ici o di altre spese. Gli atti hanno letteralmente invaso gli uffici della municipalità cassinate: segno tangibile che nel 2016, nonostante una tenue ripresa, la crisi ha continuato a mordere.