Eccedenze 2011. Sono diventate l’incubo dei cassinati che hanno dovuto digerire il boccone indigesto proprio nel bel mezzo delle festività natalizie. L’ufficio tributi ne ha spedite a migliaia per sollecitare il 25% degli utenti al pagamento di cifre che vanno da poche centinaia di euro fino a mille euro. La lettera con la richiesta di pagamento ha così riguardato 6.000 cittadini che sono dovuti correre in Comune per capire che cosa fosse successo. Il problema? Un errore informatico.

Nel 2015 il delicato settore aggiornò il proprio server e nel trasferimento da un sistema all’altro alcuni dati non sarebbero stati trasferiti. Nel 2016 sono partiti i conteggi e all’appello mancavano migliaia di cassinati che risultavano debitori nei confronti del Comune dell’eccedenza del 2011.

«Quando mi sono accorto che stavano partendo tutti quegli avvisi - spiega il sindaco Carlo Maria D’Alessandro - ho subito fatto inserire una indicazione relativa al fatto che poteva essersi generato un problema e di produrre copia della bolletta da esibire agli uffici in caso di avvenuto pagamento. Come amministrazione non abbiamo responsabilità ma è chiaro che i sistemi informatici vanno assolutamente rinnovati. E, soprattutto, uniformati: ogni settore deve rispondere a un unico sistema capace di mettere in rete tutti i dati».

Intanto ogni mattina sono decine e decine gli utenti che varcano la soglia del settore al pian terreno del Comune sventolando la bolletta già pagata. Certo, nelle seimila raccomandate ci saranno sicuramente diversi “evasori”, ma la stragrande maggioranza degli utenti sembra essere in regola con i pagamenti.

Al fianco dei cittadini, l’assessore Benedetto Leone intenzionato a capire quanto siano costate all’ente queste seimila raccomandate: «Abbiamo appreso dell’accaduto e ci siamo subito mobilitati. Siamo assolutamente dalla parte dei cittadini che si sono lamentati del disservizio e penso che nell'era dell'informatizzazione, in un ente pubblico queste cose non possano e non debbano accadere. Chiederemo al funzionario un quadro chiaro per capire quanto sia costato alle casse della comunità questo disservizio. E aggiungo che in sei mesi non si può certo addebitare tutto quello che accade a questa amministrazione. Il Comune va vissuto giorno dopo giorno per individuare i problemi e cercare di risolverli: solo attraverso la quotidianità si riescono a centrare gli obiettivi».

Intanto proprio ieri mattina ad alimentare il malumore è stato un cortocircuito temporaneo registrato sempre all’ufficio tributi che ha mandato in tilt l’intero sistema informatico facendo esasperare gli utenti in fila per dei chiarimenti.