Dopo una campagna di pre-lancio che ha visto attivi i concessionari americani con proposte “private” imperniate sulla Quadrifoglio Verde, ora l'Alfa Romeo rende noti i prezzi della Giulia per gli Stati Uniti e ne avvia ufficialmente le vendite: dal 17 gennaio tutta la gamma di Alfa Giulia sarà in vendita negli Usa.

Negli Stati Uniti, la berlina del Biscione è offerta con cambio automatico a partire dai 37.995 dollari della 2.0 Turbo benzina da 283 cavalli, al cambio 35.837 euro, una cifra competitiva con le principali rivali tedesche: la Bmw Serie 3 è, infatti, proposta da 33.450 dollari con il 2.0 182 cavalli e da 38.750 dollari con il 251 cavalli, l’Audi A4 da 34.900 dollari con il 2.0 da 192 cavalli e da 37.300 dollari con il 255 cavalli. La più ricca Giulia TI Sport prevede anche un differente frontale ispirato alla Quadrifoglio, cerchi d 19'', sedili in pelle con regolazioni elettriche a 12 vie, paddle cambio al volante in alluminio, finiture interne in alluminio e pinze freni in tinta con la carrozzeria.

Il 17 gennaio è una data importante perché il progetto Alfa a Piedimonte è stato pensato proprio per l’export e in particolar modo per il mercato Nord Americano: dalla risposta dipenderà il futuro dello stabilimento Fca e quindi anche delle assunzioni che, non è un caso, dovrebbero partire proprio nel secondo trimestre del 2017 dopo che, a febbraio, tutti gli attuali 4.300 impiegati saranno rientrati dalla solidarietà. Le prime settimane del prossimo anno si lavorerà ancora a singhiozzo: i cancelli dello stabilimento pedemontano riapriranno il 3 gennaio per chi lavora sulla linea di Giulia e il 9 gennaio per gli addetti alla linea di Giulietta: poi una volta a regime si partirà anche con la produzione del Suv Alfa.

Ma Marchionne ha obiettivi ancora più ambiziosi per il futuro del Biscione. Li ha rivelati durante il brindisi di Natale con i giornalisti: «L'idea per un ritorno in F1 di Alfa Romeo c'è, è un progetto che in qualche maniera deve trovare spazio. Ne ho parlato con Mattia Binotto e Maurizio Arrivabene, in che maniera si può collaborare con Ferrari per rientrare. È un bel progetto, se riuscisse aiuterebbe anche la Ferrari».