Quante letterine indirizzate a Babbo Natale, quanta speranza in quei bambini che penna alla mano o chiedendo ai genitori o a un adulto di scrivere per loro, confidano in quel signore con la lunga barba bianca, tutto vestito di rosso. E quando in quelle poche righe, in cui si chiede il regalo che più si ha a cuore, si legge “Carro Babbo Natale vorrei un lavoro per papà” si capisce quanto ancora, purtroppo, il dramma della disoccupazione sia un dato di fatto.

È la richiesta di una bambina italiana di 11 anni che insieme alla sua famiglia è tra gli ospiti della mensa diocesana di Frosinone. La sua è una delle tante letterine che sono state inviate al Babbo Natale della “solidarietà”. Tante altre le richieste, di quelle che chiedono i bambini della loro età, anzi, forse loro sono meno attaccati e influenzati dalla tecnologia; hanno chiesto cose adatte per i piccoli, Cicciobello e soprattutto giocattoli di strumenti musicali.

Ieri sera nella mensa diocesana è stato festeggiato il Natale, in attesa del tradizionale pranzo che si terrà proprio domani nella chiesa della S.S. Annunziata, organizzato dalla comunità di Sant’Egidio che anima anche la mensa. Tanti i volontari che non faranno mancare la loro solidarietà, che saranno felici di “dare”, consapevoli che saranno proprio loro, più di altri, a ricevere. A ricevere la gioia di sapere di regalare un momento di festa, di condivisione, di felicità a quanti, soprattutto nel periodo delle festività, si sentono soli, abbandonati. I tanti che anche in questi due anni, dall’apertura della mensa diocesana, si sono alternati nella sede inaugurata il 10 dicembre in viale Mazzini.

Quest’anno è aumentato il numero di persone presenti alla mensa, si è passati da 40 a 50 persone che cercano cibo, ma anche conforto, sostegno e amicizia, come una famiglia. All’interno della mensa, nella sala di attesa, vista la presenza di tanti bambini volontari si alternano per momenti di gioco e di divertimento. È allarmante la presenza abbondante di nuclei familiari con bambini.

In aumento rispetto allo scorso anno anche la presenza di italiani rispetto agli stranieri. In questi due anni si sono rivolte alla mensa circa 265 persone - in maggioranza italiani - di cui alcune di passaggio. Alcuni hanno preferito recarsi in Inghilterra e in Francia. Qualcun altro, per fortuna, è riuscito anche a trovare lavoro. Ma ancora troppe le persone, madri e padri, che hanno bisogno di aiuto per poter sfamare quei pancini che brontolano e che chiedono a Babbo Natale una vita migliore.