Un invito ad operare per il bene della collettività ma anche un monito agli amministratori e alla finta «promozione del territorio che, mi viene il sospetto, sia promozione di giochi di potere e interessi di parte». Nella cornice dell’Episcopio di Sora monsignor Gerardo Antonazzo, vescovo della Diocesi di Sora, Cassino, Aquino e Pontecorvo, ieri mattina ha incontrato gli operatori della comunicazione per far arrivare gli auguri all’intera Diocesi. Il vescovo non si è risparmiato nell’analizzare le criticità che la comunità vive nel quotidiano, soffermandosi sul vero significato di questo periodo.

«Il Natale deve essere vissuto nella certezza della presenza di Dio, e per questo definito Santo e per Sereno mi auspico possa essere davvero sorgente di maggiore pace». Seduto con alle spalle il presepe e un albero maestoso addobbato di colore rosso, Antonazzo ha parlato dell’Anno Santo della Misericordia appena concluso sottolineando il profondo coinvolgimento della gente. «La Diocesi ha vissuto un percorso d’importante servizio. Un cammino molto vissuto: sono state molte le celebrazioni e l’apertura delle tante Porte Sante sull’intero territorio, anche nelle chiese minori. Le confessioni sono aumentate esponenzialmente - continua il vescovo -. Ringrazio gli insegnanti, i 2500 giovani che ho cresimato, i malati, le forze dell’ordine, le confraternite e la partecipazione di tutti gli istituti d’istruzione. Abbiamo vissuto un vero giubileo della cultura».

Il vescovo ha ricordato l’espe rienza in carcere con i 350 detenuti. Un pensiero l’ha rivolto anche alle azioni passate e future legate agli accordi quadro, alle famiglie, non tralasciando il tema dei rifugiati. Alle amministrazioni ha ricordato che «la condizione sociale del territorio continua a peggiorare. La crisi che viviamo è economica, ma anche relazionale». Poi, rivolgendo a tutti i suoi migliori auguri di buon Natale, non omette di bacchettare i sindaci che non si sono adoperati ancora per il vero bene del territorio, sbandierato sempre e ovunque. «Perché si parla di promozione e poi si ostacola la realizzazione di un complesso parrocchiale il cui cantiere comporterebbe numerose opportunità occupazionali? O, ancora: solo 6 comuni hanno deliberato per il parco culturale “Il Cammino di Canneto”: perché gli altri 34 non l’hanno ancora fatto?».