Si è consegnato martedì sera ed è stato tratto in arresto l’ultimo componente della banda che avrebbe stuprato una ventiduenne alcune settimane fa nelle campagne di Ferentino. Si chiude, quindi, il cerchio nell’operazione “Le Iene”, culminata con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di sette persone da parte del Gip presso il Tribunale di Frosinone, ritenute dagli inquirenti responsabili del reato di violenza sessuale di gruppo.

Il settimo della banda

Alessandro Spada del 1988 era l’unico dei sette componenti del gruppo che all’alba di lunedì era sfuggito alla cattura, ma le indagini dei carabinieri della compagnia di Anagni agli ordini del capitano Camillo Giovanni Meo non si sono mai fermate. E martedì sera si è presentato spontaneamente presso la Casa Circondariale di Frosinone, dove i militari della Stazione di Ferentino con il maresciallo Raffaele Alborino, gli hanno notificato, dandone così esecuzione, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Chiuso il cerchio

Ora quindi l’intero gruppo accusato di violenza sessuale è stato individuato. Martedì sono scattati i primi interrogatori dei primi sei arrestati, dinanzi al gip Pierandrea Valchera che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare. Interrogatori nei quali i diretti interessati hanno negato tutto alla presenza dei rispettivi avvocati. Ora toccherà all’ultimo fermato chiarire la propria posizione. Una storia terribile se confermata, ma di certo saranno le indagini e gli interrogatori a sviscerare la vicenda.

La storia

Una vicenda che ha sconvolto una intera comunità, ma soprattutto la giovane vittima che dopo quella terribile notte, così come dai suoi dolorosi racconti, vive un incubo e una sofferenza intima indescrivibile. Tanto che viene seguita costantemente da persone specializzate che la stanno aiutando a superare l’accaduto. Se mai ci riuscirà.

Tutto nato da un’amicizia sbocciata sui social network con uno dei presunti responsabili. Un fatto che tra i ragazzi e non solo oggi accade normalmente. I due giovani si erano visti in più circostanze, dalla primavera scorsa fino ad agosto, trascorrendo momenti normali per la loro giovane età e senza nessun tipo particolare di approccio. Prima però di quella maledetta notte del 3 settembre. Un venerdì come tanti, in cui poi è successo quello che mai la ragazza avrebbe immaginato. Salita sull’auto dell’amico, dopo essersi dati un appuntamento, mezzo sul quale sarebbero partite le prime avances, è stata poi portata in un casolare a Ferentino nel quale, secondo il suo racconto, si sarebbe consumata la violenza alla presenza di ben sette persone, che a turno avrebbero abusato di lei tenendola bloccata con la forza.

Riuscita a fuggire miracolosamente, anche evitando di essere riacciuffata da uno dei sette, ha incontrato una donna che stava rientrando a casa e grazie al suo aiuto è riuscita a dare l’allarme. Da lì, dopo essere stata medicata e refertata all’ospedale Fabrizio Spaziani, è scattata l’indagine che, durata tre mesi, ha portato all’alba di lunedì al clamoroso blitz, che ha suscitato l’attenzione generale, vista soprattutto la portata della notizia. Adesso il quadro è completo, tutti i protagonisti, secondo le accuse, sono in carcere. Saranno i prossimi giorni e le rispettive linee difensive a chiarire tutte le posizioni.