Convalidato l’arresto del trentatreenne F.C. accusato di violenza sessuale e privata e atti persecutori nei confronti di una donna di 42 anni di Sora: ieri pomeriggio il giudice Lo Mastro del tribunale di Cassino ha deciso per la misura degli arresti domiciliari. E così il boscaiolo ha potuto lasciare il carcere San Domenico, dove era rinchiuso da alcuni giorni, dopo che per lui erano scattate le manette ad opera della polizia.

Attraverso il suo avvocato, Danilo Iafrate, il trentatreenne ha negato di essere colpevole del reato che gli viene contestato, affermando che la telefonata, nella serata di domenica, è partita dalla donna che lo avrebbe invitato a raggiungerla in quella pizzeria dove lei stava cenando insieme al marito e a un amico. Questo quanto riferito nel lungo interrogatorio che si è svolto ieri mattina nel carcere della città martire: due ore e mezza durante le quali il trentatreenne ha anche parlato di una tappa intermedia che lui e la donna, una volta andati via dal ristorante, avrebbero fatto a casa di amici comuni. Circostanza che il boscaiolo adduce a dimostrazione del fatto che non si è trattato di un prelevamento forzato dal locale per andare nella sua abitazione.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, dopo la denuncia della donna, invece, F.C. l’avrebbe costretta a seguirlo nella sua abitazione dove ha abusato di lei, tanto che all’arrivo degli agenti sarebbe stato trovato in un atteggiamento inequivocabile.

Tutte affermazioni e informazioni che ora investigatori e inquirenti dovranno verificare per chiarire i contorni della vicenda. Intanto, nel pomeriggio di ieri, il giudice ha deciso di adottare la misura dei domiciliari.