Due ragazzi sono stati arrestati ieri per il reato di “incendio doloso in concorso”. La vicenda è iniziata intorno alle 20 quando alla centrale dei carabinieri della Compagnia di Cassino guidata dal maggiore Silvio De Luca, è arrivata una telefonata di una donna allarmata perchè il figlio era stato aggredito. Immediatamente il carabiniere ha provveduto ad inviare una pattuglia presso l’abitazione della signora per verificare la situazione e raccogliere di persona la testimonianza sui fatti. Giunti a casa i militari hanno avuto modo di confermare che effettivamente il figlio della donna presentava il volto tumefatto con evidenti perdite di sangue dal naso.

I militari hanno provveduto a chiamare il 118 per richiedere l’intervento di un’ambulanza per far trasportare il malcapitato presso il pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Scolastica dove i sanitari di turno hanno riscontrato ferite guaribili in 20 giorni. Al Pronto soccorso il giovane non ha fornito nessuna indicazione utile per identificare i soggetti che l’avevano picchiato, la madre al contrario, in preda alla disperazione, ha fornito senza problemi ai carabinieri elementi utili per l’identificazione degli aggressori.

Sono scattate immediatamente le ricerche dei due soggetti e in particolare una pattuglia che transitava nei pressi di un noto complesso residenziale popolare della città martire, in via Garigliano, ha notato un improvviso bagliore di fiamme che si sprigionavano da un prefabbricato adibito a magazzino. I carabinieri hanno notato una persona che fuggiva verso un’autovettura parcheggiata poco distante, e per bloccare la via di fuga si sono posizionati proprio davanti a quell’auto nella quale era salito il fuggitivo.

I militari hanno intimato agli uomini a bordo dell’auto di scendere dall’auto ma questi prima ancora che gli uomini dell’Arma gli contestassero alcunchè sono andati in escandescenza. Era evidente che i due cercassero di richiamare l’attenzione di parenti o di eventuali complici, al fine di creare bagarre per sottrarsi all’arresto.

I carabinieri hanno subito notato un forte odore di benzina provenire dagli abiti dei due uomini a bordo dell’auto e che quindi presumibilmente li collocava sul luogo dell’incendio appiccato poco prima ad un deposito. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco della sottosezione di Cassino che hanno provveduto a spegnere l’incendio, evitando così che le fiamme si propagassero ai vicini garage ed alle autovetture parcheggiate lì accanto. Vicino al deposito è stata trovata una tanica in plastica, sottoposta a sequestro, utilizzata per il trasporto del liquido infiammabile.

I due uomini, un trentaseienne già censito per reati contro il patrimonio, evasione e stupefacenti ed un ventisettenne già censito per reati inerenti gli stupefacenti, lesioni personali e porto di armi, nonché oggetti atti ad offendere, entrambi del posto sono stati arrestati e, considerata la flagranza di reato, sono stati poi condotti nel carcere San Domenico. I militari ricostruendo quanto era accaduto nella serata, sono riusciti a risalire al movente dell’incendio presumibilmente dovuto ad una ritorsione verso il proprietario del magazzino, ritenuto responsabile di aver avvisato i carabinieri dell’aggressione subita dal figlio dopo la lite.