Divieto di contatto tra gli indagati e anche con persone diverse dai conviventi. Sono le misure imposte agli indagati nell’operazione Fireworks, coordinata dal sostituto procuratore Adolfo Coletta, per lo spaccio di droga al Casermone.
Nella scelta tra carcere e domiciliari, il gip Pierandrea Valchera ha valutato, oltre al ruolo ricoperto dagli indagati (i vertici e i principali collaboratori sono finiti dietro le sbarre), la necessità di interrompere i contatti tra gli appartenenti al sodalizio. Eppure sui vari social network si parla eccome dell’operazione.

Scrive il gip: «Misure diverse dalla custodia cautelare in carcere sarebbero inidonee a garantire la salvaguardia delle esigenze cautelari, in quanto consentirebbero contatti tra gli indagati tra i quali sussiste un legame familiare e di amicizia, nonchè con coloro (indagati nel presente procedimento penale nei confronti dei quali non è stata avanzata richiesta di emissione di provvedimenti cautelari personali), che contribuiscono nell’approvvigionamento della sostanza stupefacente, nella lavorazione dello stupefacente, nella cessione a terzi, infine nel reimpiego dei rilevantissimi proventi dell’attività illecita». Questo per quanto riguarda i 16 indagati per i quali si sono aperte le porte del carcere.

Per gli altri 27 ai domiciliari, il gip ha ritenuto comunque «necessario imporre a tutti gli indagati il divieto di comunicare con soggetti diversi rispetto a coloro con cui ciascuno di essi coabita, onde interrompere ogni rete di relazioni concretamente o anche potenzialmente inerenti la circolazione dello stupefacente, ribadendo l’inidoneità dei domicili eventualmente dagli indagati indicati nel complesso del Casermone». Per questi ultimi, infatti, è stato disposto di indicare per i domiciliari un’abitazione diversa da quella del Casermone.

Il divieto di comunicazione con estranei, pur non essendo citato espressamente nell’ordinanza, dovrebbe contenere anche limitazioni nell’utilizzo dei social network. Eppure in questi giorni, stante anche la rilevanza mediatica che ha avuto l’operazione, sui vari social si è parlato a più riprese dell’operazione. E anche le persone destinatarie delle misure non hanno mancato di postare commenti, battute, articoli di giornali e quant’altro. Compreso un albero con le foto tratte dal tabellone con il quale in conferenza stampa carabinieri e polizia hanno presentato le foto dei destinatari dell’ordinanza cautelare.