A Natale dello scorso anno, con il valore delle polveri sottili schizzato a 166, la città di Cassino andò alla ribalta nazionale come città più inquinata d’Italia. Nella giornata di domenica la città martire, subito dopo il capoluogo ciociaro, è stata la città più inquinata della Provincia con il valore delle PM10 che ha battuto il record dello scorso anno ed è salito a 176: una vera e propria coltre grigia causata certamente dalle fabbriche ma ad inquinare sembra essere anche lo smog delle auto e così immediatamente sul sindaco - che ha limitato l’isola solo al 25 dicembre e 1 gennaio - si è scatenato il fuoco incrociato delle opposizioni e delle associazioni.

«Caro sindaco, i bimbi di Cassino le chiedono perché ha disposto la chiusura del traffico solo a Natale e Capodanno, dimenticando la Befana? Non è che ai più piccoli ha riservato solo carbone per far contento chi fa capricci dal primo all'ultimo dell’anno?», ironizza Danilo Picano.

Poi è la volta della dottoressa Maria Rita Petrillo dell’associazione Janula, che incalza: «Il sindaco ha concesso l’isola pedonale in centro solo per il giorno di Natale e il 1° gennaio: tale decisione appare ancora più risibile alla luce del fatto che molti negozi osservano la chiusura sia il 25 dicembre che il 1° gennaio, l’inutilità fu sottolineata anche in una dichiarazione dell’anno scorso a firma di Benedetto Leone. Uno studio dell’Università di Cassino ha rivelato che sul territorio comunale l'inquinamento da traffico è pari al 25% e non supera il 12% all’interno del centro urbano. Secondo l’amministrazione attuale tali percentuali non giustificherebbero il mantenimento dell’isola pedonale durante l’intero periodo di festività. Credo invece che il 12% non sia poco se possiamo guadagnarlo ogni giorno sulla qualità dell’aria che respiriamo».

A chiedere l’isola pedonale è anche John Franco che coglie l’occasione per chiedere al sindaco di istituire la consulta comunale delle famiglie, poi replica a Coletta dei commercianti e puntualizza: «Lungi da me creare panico e soprattutto far perdere posti lavoro. Questa riapertura delle strade è passata come una forzatura da parte dei commercianti e del comune, senza badare agli interessi della salute, dei cittadini. Sono ben disposto a trovare la quadra e soluzioni; ma almeno la domenica pomeriggio dalle 16 alle 21 soprattutto in questo periodo natalizio e di compere. Noi famiglie siamo disposte a spendere in questo periodo prenatalizio se con facilità raggiungiamo il vostro esercizio commerciale! Difficile farlo il giorno di Natale o Capodanno con le serrande chiuse. L’amministrazione ricordi che tra cinque anni sarà facile guardare sui social la cronologia delle cose belle e brutte fatte in città; questa non fa onore all’amministrazione visto - dice Franco - anche l’inquinamento e l’attuazione del blocco del traffico in altre città».