Mura domestiche e affetti familiari: un microcosmo intimo e inviolabile. Ma anche un luogo ideale e tra i più insospettabili. Nel chiuso della propria casa una famiglia aveva allestito un supermarket della droga dove era possibile fare rifornimento... magari andando a prendere un caffè! I poliziotti però avrebbero notato movimenti strani e continui, via vai e passaparola che indicavano quella dimora per acquisti importanti: così hanno avviato meticolose indagini. Poi, venerdì sera, il blitz.

La ricostruzione

A raggiungere la zona Colosseo e a bussare alla porta della famiglia sono stati proprio gli agenti del commissariato di Cassino, accompagnati dalle unità cinofila della Polizia di Stato per effettuare una perquisizione certosina. Alla vista dei poliziotti, una mossa scaltra. La famiglia ha pensato di disfarsi di un piccolo quantitativo di droga, gettandolo dalla finestra. L’intento era quello di concentrare le attenzioni della polizia su quel gesto e, dunque, su quelle dosi senza incappare in verifiche ben più approfondite e “pericolose”.

Ma gli uomini agli ordini del vice questore Alessandro Tocco non si sono lasciati ingannare e hanno controllato ogni angolo dell’abitazione. Compreso il frigorifero e il freezer. Sì, perché proprio lì erano occultati importanti quantitativi di stupefacente, un luogo dove le ricerche si fanno più difficili e le dosi occultate tra gli alimenti rendono meno insistente l’odore per le unità cinofile. Eppure l’intero quantitativo è stato ritrovato, nascosto tra i piselli congelati e la carne.

Alla fine della perquisizione a casa del quarantottenne (A.P.), controllata palmo a palmo, ecco il bilancio della polizia di Stato: sono stati rinvenuti circa due chili di hashish, oltre 200 grammi di eroina già divisa in dosi, metadone, un bilancino di precisione e la somma di circa 1.000 euro provento dell’illecita attività di spaccio. Per l’uomo, con precedenti specifici, sono immediatamente scattate le manette e, ora, dovrà rispondere di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Nella stessa attività sono stati denunciati i due familiari dell’arrestato, moglie e figlio, anch’essi per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Le indagini

I tre, secondo la ricostruzione degli inquirenti, gestivano il proprio “supermarket domestico della droga” vendendo la sostanza stupefacente “al dettaglio” con i clienti - per lo più provenienti dal territorio comunale - che acquistavano di- rettamente nella casa. Sarebbe stata questa la pista seguita dagli investigatori per risalire alla “base logistica” dalla quale partiva lo smercio. Un centro di rifornimento particolarmente attrezzato, appetibile e a due passi dal centro urbano.