Il futuro di Cassino, dello stabilimento Fca, del territorio e di tutte le fabbriche dell’indotto dipende dagli Stati Uniti. Questo, in buona sostanza, quanto afferma il vice presidente di Confindustria Maurizio Stirpe.

Il leader degli industriali, che lunedì sera è stato ospite di “Porta a Porta” su Rai Uno, dove non ha mancato di indirizzare severe critiche al mondo politico, ieri mattina è stato ospite dell’Università di Cassino per un convegno sull’industria 4.0. Dalla sede di Ingegneria dell’Università di Cassino, a pochi chilometri di distanza dallo stabilimento Fca, il leader degli industriali ha rassicurato sul futuro del territorio.

La crisi di Governo

A 48 ore di distanza dalle dimissioni del premier Renzi, che con Stirpe è stato ospite di Marchionne nello stabilimento di Piedimonte due settimane fa, è stata evidenziata anzitutto la situazione politica: «Le prospettive sullo stabilimento Fca di Cassino - ha subito messo in chiaro il vice presidente di Confindustria - non possono essere collegate alla crisi di Governo, gli investimenti ci sono. Ma è chiaro - aggiunge però Stirpe - che le scelte che saranno fatte nel prossimo futuro saranno decisive per l'economia che è sempre sensibile all’ambiente che la circonda. Il piano di sviluppo dell’Alfa Romeo però dipenderà solo dalla condizione di mercato che Fca si troverà di fronte. Su questa situazione spetterà al Governo, qualunque esso sia, creare le condizioni e il clima favorevole per lo sviluppo di queste attività: l’attività di Cassino dipende però soprattutto dal mercato».

Il sogno americano

Insomma, precisa Stirpe, l’economia certamente non è indifferente a quello che accade in politica ma nel caso specifico, ovvero il futuro dello stabilimento Fca di Cassino, non è compromesso perché gli investimenti sono stati già fatti, c’è il piano industriale dell’Alfa Romeo, c’è la prima vettura, Giulia - già sul mercato - e la seconda, Stelvio, che sta per arrivare. E allora? E allora adesso bisogna solo vedere se l’intuizione dell’export avuta da Marchionne, ovvero costruire modelli di lusso a Piedimonte per venderli in America, avrà successo: «Tutto dipende dall’appeal che Giulia e Stelvio avranno sul mercato nord americano - precisa Stirpe».

La vera svolta? Nel 2018

E a proposito delle 1800 assunzioni annunciate da Alfredo Altavilla per lo stabilimento di Cassino, il vice presidente di Confindustria dice: «Mi trovo d’accordo con Altavilla rispetto a chi dice che già nel 2017 potrebbero esserci tante assunzioni. La vera svolta dovrebbero arrivare nel 2018».

Ovviamente con la solita premessa: tutto dipende dagli Usa. Ma se il mercato a stelle e strisce si innamorerà della nuova Alfa per Cassino i benefici si vedranno non solo nello stabilimento pedemontano ma anche nelle fabbriche della galassia Fiat: «Con 1800 assunti in Fca - conclude e rassicura Stirpe - ce ne saranno altrettanti nell’indotto».