Il Comune contro... se stesso, almeno per certi versi, per recuperare i crediti che vanta. Accade anche questo se si vanno a leggere con attenzione, tra le pieghe dei documenti contabili, i nomi degli enti istituzionali che devono corrispondere denaro al Comune di Alatri. Tra i tanti, vi è anche l'Autorità d'ambito della Provincia di Frosinone, l'Ato5, la quale dovrebbe versare ogni semestre le somme relative all'ammortamento dei mutui relativi alla realizzazione della rete idrica e fognante.

Ciò avviene, però, con notevole ritardo, tanto che oggi Alatri vanta un credito di oltre 3,3 milioni di euro accumulatosi nel tempo. Una precisazione doverosa per fare la giusta chiarezza: l'Ato5, come si sa, è l'ente che si occupa della pianificazione e del controllo della gestione del servizio idrico integrato, è diverso dal gestore materiale ed è composto dai rappresentanti di ben 86 comuni, sparsi tra le province di Frosinone e di Latina, compreso dunque quello alatrense.

Ed è stata l'amministrazione alatrense che, non molto fa, ha presentato all'indirizzo dell'Autorità d'ambito un decreto ingiuntivo per rientrare in possesso di circa 1,5 milioni di euro. Una strada rivelatasi vincente, con i soldi che sono finalmente rientrati in cassa, e che, adesso, nelle stanze del Palazzo di Piazza Santa Maria Maggiore si intende percorrere in maniera altrettanto decisa, sperando in un esito altrettanto favorevole. La cifra, come detto sopra, è considerevole e si tratta di una somma che, se incamerata, consentirebbe agli asfittici conti pubblici di “respirare” e di avere quella liquidità che rappresenta, al momento, il maggior problema del Comune.

Va aggiunto che, sempre in Municipio, è stato evidenziato, con un sorriso, il paradosso che è alla base dell'azione avviata: fondamentalmente, è il Comune che agisce contro un ente di cui è parte integrante. Ma le altre vie provate non si sono rivelate fruttuose e, da qui, la decisione di adire quelle vie legali per riprendere i soldi – non pochi – attesi da mesi, da anni anzi, e senza i quali l'attività dell'Amministrazione cittadina rischia il blocco.