Semaforo rosso per i nuovi arrivi dai cittadini scesi in piazza ieri pomeriggio tra cori e striscioni per dire basta all’arrivo dei migranti a Sora. Erano più di un centinaio quelli che si sono dati appuntamento in piazza Santa Restituta per chiedere cosa stia accadendo in città con l’emergenza profughi, sollevando molte perplessità in merito ai metodi, ai numeri, alla sicurezza ed al silenzio delle istituzioni in proposito.

«Al momento, la sicurezza dei cittadini non è garantita - scrivono in un documento gli organizzatori della manifestazione - Il Comune prova ad integrare gli oltre duecento migranti, ma sono una goccia nel mare quelli che veramente si impegnano a rispettare la città. Chiediamo all’amministrazione comunale più tutele e di comunicare chi sono i soggetti che stanno curando l’accoglienza dei profughi a Sora».

Sulla questione ribadisce di avere le idee chiare il sindaco Roberto De Donatis che mercoledì ha bloccato l’arrivo di altri quattro richiedenti asilo e ha segnalato alle autorità competenti la presenza di tre criticità sul territorio comunale da dover al più presto analizzare attentamente. «Con l’assessore alle Politiche sociali Veronica Di Ruscio - ha spiegato il primo cittadino - ho chiesto un nuovo incontro con Mario Morcone, capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione presso il Ministero dell’Interno. L’amministrazione comunale è per un modello di inclusività che non generi ricadute negative, ma si basi sul dialogo capace di tracciare una strada migliore per il bene dell’intera comunità».

Mentre De Donatis non accetta nuovi migranti in città, i cittadini esternano chiaramente il proprio disappunto al cospetto dell’ondata di profughi che sta interessando anche Sora. «Non siamo contro l’ospitalità - afferma un cittadino presente alla manifestazione di ieri - ma i profughi sono veramente tanti, troppi per la nostra città». Presenti anche molti esponenti della maggioranza consiliare