Tassa sulle affissioni, commercianti disperati. L’attività di controllo dell’Ica srl penalizza gli imprenditori. Le sanzioni per mancata denuncia o pagamento della tassa di affissione pesano sulle attività produttive che chiedono maggiore elasticità.

Se è vero che la maggior parte delle multe arrivate vanno a colpire casi di morosità pregressa e attività che avevano completamente ignorato l’esistenza di un regolamento, c’è chi chiedi di sostituire l’Ica con un “ente” comunale più attento alle difficoltà di un settore in crisi.

È stato il consiglio comunale ad approvare l’affidamento del servizio “affissioni e pubblicità” alla società di Frosinone che ha subito avviato un censimento per regolarizzare i relativi titoli autorizzativi. La politica del Comune è chiara: individuare tutti gli impianti pubblicitari esistenti sul territorio (tabelle, insegne, striscioni, locandine) e verificare le autorizzazioni rilasciate. Anche le lavagnette che sponsorizzano il menù del giorno sono finite sotto la lente, insieme alle scritte semi invisibili sulle vetrine.

L’imposta va pagata, ma ricevere una multa pari al doppio della tassa, senza essere preventivamente avvisati dei controlli in corso, fa arrabbiare. «Inutile fare le riunioni con i commercianti se poi ti affidi a una società esterna per la riscossione dell’imposta – tuona il consigliere Rufa – il servizio dovrebbe essere gestito dall’ente, magari tramite una cooperativa locale che si occupi di recensire le tabelle e diffondere il regolamento fino a offrire margini di pagamento».