Profughi, il caso si complica. Tra Comune, prefettura e Tar c’è un triangolo istituzionale dal quale è difficile uscire. Lo sgombero? Appare relegato a un orizzonte ormai neppure percettibile. D’Alessandro ce l’ha messa tutta. Ha raccolto le carte da ogni settore tecnico per dichiarare inagibili e inabitabili le palazzine di via Vaglie. Ha allegato la dichiarazione Asl sui locali antigienici e ha dimostrato i problemi di fognature e di rete elettrica. Un quadro desolante, utile per rimarcare che la “legge” non abita in via Vaglie e che per salvaguardare la dignità umana occorre spostare gli 87 immigrati altrove. Ma nessuno ha dato il “la” per lo sgombero.

E - come anticipato - ieri è arrivata la lettera del prefetto Zarrilli, ai solleciti del sindaco, in cui lo invita a trovare una soluzione. La stessa prefettura aveva richiesto proprio alla cooperativa ogni intervento utile a garantire l’immediato adeguamento della struttura e del numero dei migranti presenti, alle prescritte norme di carattere igienico-sanitarie. La cooperativa «ha trasmesso - si legge nella missiva - al Comune, alla Asl e alla scrivente elementi di controdeduzione in merito alle problematiche legate alle condizioni di sovraffollamento e di agibilità».

Ha presentato anche un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento e la sospensiva dell’ordinanza di sgombero. Alla luce anche del significativo numero dei migranti per i quali non è disponibile nell’immediato una soluzione alternativa, la prefettura chiede al Comune di «fornire indicazioni opportune sulla possibile individuazione di soluzioni condivise ai fini del supera- mento delle problematiche».

D’Alessandro chiaramente non digerisce il finale. «Ne prendo atto, dico con grande serenità che non condivido l’invito finale a risolvere da solo il problema. Valuterò il da farsi». E nel pomeriggio di ieri il Comune ha ricevuto la notizia della sospensiva dell’ordinanza di sgombero da parte del Tar. L’udienza di merito è fissata per il 15 dicembre. «Me l’aspettavo - ha detto D’Alessandro - questo non inficia né l’ordinanza né quello che andremo a dire in discussione: ci sono 87 migranti a fronte di una prescrizione Asl che ne indica 20». E mentre si discute, i profughi restato a vivere in via Vaglie.