Lei non ce l’ha fatta più e alla fine lo ha denunciato. Dopo anni di insulti, violenze e vessazioni di tutti i tipi, a volte anche davanti ai figli, la donna ha presentato una querela dettagliata per mettere la parole fine a quest’incubo.

L’ennesimo episodio di maltrattamenti in famiglia, ancora una volta la vittima la moglie, l compagna di una vita che per anni ha subito violenze, fisiche e psicologiche, dall’uomo che aveva sposato anni prima. Lui, un cinquantacinquenne di Cassino, lei più giovane ma sempre della città martire.

Una coppia come tante, con figli, una casa da mandare avanti e i conti a fine mese. Una famiglia moderna e senza problemi all’apparenza, ma dietro la porta di casa l’incubo era quotidiano. A intervenire gli agenti di polizia del Commissariato coordinato dal vice questore Alessandro Tocco che hanno raccolto la denuncia della donna. Dopo venticinque anni di matrimonio, con i figli ormai cresciuti, la signora ha deciso di chiudere questa brutta pagina di vita e si è decisa a denunciare il marito che per anni l’aveva vessata.

Nozze d’argento di maltrattamenti, un periodo lunghissimo prima di arrivare a dire basta. Il dottor Tocco ha spiegato: «È importante che le donne non tollerino più soprusi da parte di nessuno. Oltre alla querela, alla denuncia, ci sono altre formule a cui le vittime possono ricorrere. Tra queste è importante l’ammonimento del Questore. La legge prevede, nel caso in cui non sia stata già sporta querela e non siano stati perpetrati reati procedibili d’ufficio, la possibilità di rivolgere al Questore, quale autorità di Pubblica Sicurezza, istanza di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta molesta. Le donne non devono mai sottovalutare questi comportamenti. La polizia è a disposizione di tutti».