Probabilmente è stato colpito da un infarto, ha perso il controllo del tir che guidava ed è finito nel giardino di una villetta dopo
aver sfondato il muro di cinta. È morto così, ieri, nei pressi di Avezzano l’autotrasportatore cepranese di 55 anni Vincenzo Arduini.

I vigili del fuoco hanno faticato non poco per estrarre il corpo dell’uomo dalle lamiere contorte dell’abitacolo. Il terribile schianto è avvenuto nella tarda mattinata di ieri nell’area industriale di Avezzano. Il camionista trasportava scarti di prodotti ortofrutticoli per conto di una ditta ciociara che opera nel settore del riciclo dei rifiuti. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e dalla polizia locale intervenuti sul posto per i rilievi, Arduini sarebbe stato stroncato da un infarto mentre percorreva via Pertini; il suo autotreno avrebbe sbandato paurosamente prima di schiantarsi sulla recinzione della villetta. 

Forse la morte è avvenuta prima del tremendo impatto. Il caso ha voluto che in quel momento nessuno si trovasse nel giardino dov’è piombato il tir. La notizia ha subito generato cordoglio e sgomento in città, dove in molti conoscevano Vincenzo
Arduini come un uomo tranquillo, un grande lavoratore dedito al lavoro e alla famiglia. Pare che domenica scorsa non si fosse sentito molto bene ma, con la serietà e il rigore che lo contraddistinguevano, ieri era andato comunque a lavorare. E proprio mentre guidava il suo autotreno con il rimorchio carico di scarti di ortaggi è stato colto dal micidiale infarto. Il cinquantaciquenne abitava con la sua famiglia, la moglie Nadia ed i suoi due figli Arianna e Fernando, in via Caragno e recentemente aveva superato un periodo reso difficile da una grave malattia. I familiari attendono la restituzione della salma per poter fissare i funerali.