Sull’area dell’ex stabilimento Annunziata il curatore fallimentare della società sta facendo effettuare ulteriori analisi. È questa la novità che emerge dopo che, qualche settimana fa, alcune dichiarazioni fatte al nostro giornale dal vicesindaco Massimo Ruspandini avevano riportato all’attenzione dell’opinione pubblica un fallimento molto complesso che si trascina dal 1998. E con questo il destino dell’ex saponificio nel cuore della parte bassa della città.

«Ho scritto più volte al Comune sperando che si possa chiudere in qualche modo questa vicenda - esordisce il curatore fallimentare, il dottor Giuseppe Mastropierro - Non ho avuto un rapporto diretto, nessuno mi ha comunicato nulla ufficialmente, però sono a conoscenza che il Comune ha il desiderio di un incontro per capire le posizioni reciproche. Attendo che formalizzi questa volontà, perché tutto quello che noi facciamo deve passare attraverso le autorizzazioni del tribunale, del giudice delegato. Non vedo l’ora di ricevere questo invito, per la verità. Sono assolutamente a disposizione per un incontro chiarificatore».

A che punto è la bonifica dell’ex stabilimento?
«Abbiamo tolto i grassi e, come si può vedere dall’alto del paese, tutti i serbatoi. Abbiamo fatto delle analisi sul terreno che sono state inviate agli organi competenti, Comune compreso, perché la legge stabilisce che le operazioni di rimozione dei rifiuti siano a carico del Comune il quale, una volta intervenuto, ha poi il diritto di insinuazione nel passivo del fallimento. Da un bel po’ ci troviamo davanti al problema di risanamento del terreno, per questo mi auguro che un incontro avvenga quanto prima e possa individuare, i modi, i mezzi e i tempi affinché questo problema venga risolto».

Dunque al momento l’unico dato certo è che il terreno sia ancora da bonificare?
«Questo lo abbiamo espressamente detto a tutti, ma senza avere nessun riscontro. Senza polemica, voglio aggiungere che io mi devo limitare a chiudere il fallimento che dura da troppo tempo e, quindi, ho la necessità di giungere a delle conclusioni».

Intanto lei ha commissionato nuove analisi. Perché?
«Stiamo rifacendo gli esami del terreno affinché l’operazione venga compiuta con assoluta tranquillità, individuando i punti in cui, eventualmente, emergano irregolarità. Stiamo parlando della bonifica di una modesta parte dell’area complessiva. Compareremo le nuove analisi con le precedenti e porteremo i risultati a conoscenza di tutti».

Nell'eventualità che si riesca a trovare una soluzione con il Comune, quando l'area tornerà fruibile?
«Il problema prima di essere tradotto in termini tecnici deve essere affrontato in termini finanziari. Non so, al momento, qual è l’ammontare effettivo necessario per la bonifica. Non so quando e come il Comune potrà intervenire, essendo investimenti di un certo ammontare. Certo è che, come curatore, non posso portare all’infinito la curatela fallimentare».

La vicenda dell’ex Annunziata, a quanto pare, presenta ancora incognite e i tempi di risoluzione non sembrano brevi. Anche se il curatore fallimentare dice chiaramente di aver fretta di chiudere il caso una volta per tutte. Con l’aiuto del Comune. A questo punto, la speranza è che la posizione strategica della vasta area che per decenni ha portato lavoro e sviluppo a Ceccano diventi oggetto di interesse da parte di investitori pubblici e privati che portino a termine la bonifica e restituiscano una vita all’ex saponificio. E che il Comune, per rendere più appetibile l’investimento, deliberi una variante al piano regolatore trasformando la destinazione d’uso dell’area, incassando come contropartita la sua bonifica.