Li scelgono forse in base all’albo di appartenenza. Di certo al ceto sociale. A bussare alla porta social dei professionisti cassinati quasi tutte donne dell’Est o africane. In realtà, forse, italianissime (o italianissimi) che sfruttano profili falsi per “indurre in tentazione”. E lo fanno con una insistenza tale che, viste anche le sembianze offerte all’acquirente, dire di no appare davvero difficile.

Il numero dei professionisti della città martire e dell’hinterland presi di mira per i ricatti a luci rosse sono sempre più numerosi. «Capita che in una stessa giornata più di una donna, che spesso si definisce italo-francese o italo-americana o africana faccia capolino sui social chiedendo amicizia. Poi, senza mezzi termini, va avanti in proposte hard. Quando capiscono che non possono ottenere quello che vogliono - racconta un avvocato di Cassino, “preda” delle truffatrici sessuali - iniziano a innervosirsi. Basta non cedere. C’è da ridere».

La prassi è proprio questa: dopo una “conversazione” privata (a luci rosse) con il malcapitato, le predatrici del web iniziano a inviare richieste di denaro per non diffondere foto hot, di sicuro compromettenti che facilmente potrebbero finire nelle mani di mogli, compagne e figli delle vittime. «La maggior parte denuncia. Poi c’è chi, purtroppo, cede alle richieste di pagamento - hanno spiegato dalla Polizia postale di Frosinone - Possiamo dire senza paura di smentite che in generale le vittime vengono individuate in tutte le classi sociali e di qualsiasi età. Le foto e le immagini utilizzate per attrarre le potenziali vittime sono spesso false».

Decine e decine le denunce che la Postale ha ricevuto dal Cassinate, dove molti noti e affermati professionisti restano nel mirino di truffatori ben collaudati. Non è difficile immaginare che si tratti di organizzazioni vere e proprie.