Resta in prognosi riservata l’operaio di 50 anni che venerdì è rimasto schiacciato da un macchinario all’interno della cartiera Wepa di Cassino. Per lui, purtroppo, come conferma- to in ambito sanitario dal Policlino, si è resa necessaria l’amputazione dell’arto, troppo compromesso.

I medici hanno fatto tutto il possibile, ma sin dai primi interventi è apparsa chiara la gravità delle sue condizioni. Tanto da rendere necessario un trasferimento d’urgenza al nosocomio romano con l’eliambulanza, fatta atterrare nel piazzale del Santa Scolastica, senza neppure passare all’interno dell’ospedale di Cassino: ogni minuto era a dir poco prezioso per fargli salva la vita.

I fatti

A ricostruire i fatti ci stanno pensando i carabinieri della Compagnia di Cassino - agli ordini del maggiore De Luca e del tenente Grio - con il supporto, davvero prezioso, degli ispettori dello Spresal di Cassino. Un compito difficile, anche perchè - stando a una prima ricostruzione dei fatti - il gravissimo incidente sarebbe avvenuto in un battito di ciglia. Macabra coincidenza: l’incidente sul lavoro si è verificato a sei anni da un altro tragico sinistro proprio all’interno della Wepa di Cassino. In quel caso l’uomo, un cinquantaduenne della città martire, non riuscì a salvarsi, morendo quasi nell’immediatezza in un macchinario. A dare l’allarme, oggi come allora, sembrerebbero essere stati i colleghi dell’operaio. Immediato l’intervento dei responsabili che hanno allertato il personale del 118, con l’arrivo dei militari dell’Arma e degli ispettori del Servizio Sicurezza sui luoghi di Lavoro della Asl, coordinati dal dottor Varone.

L’intervento

Arrivati sul posto i medici hanno dovuto purtroppo constatare la gravità del quadro clinico, vista la ferita a dir poco importante e hanno disposto il trasporto dell’uomo all’ospedale Santa Scolastica per essere caricato, senza neppure passare in sala operatoria, sull’eliambulanza fatta arrivare da Roma. Il macchinario è stato sottoposto a sequestro preventivo dagli uomini dell’Arma, così come prevede la prassi. Sotto choc alcuni dei presenti per la profonda ferita riportata dall’operaio.