C'è un “killer” di cani che si aggira tra i campi di Sant'Emidio e Mole Bisleti. Almeno dieci gli animali che, negli ultimi mesi, sono morti in quella zona. Una vera e propria strage: a denunciare pubblicamente il tutto è P. L., un imprenditore che ha sempre preso a cuore le sorti di tanti cani “trovatelli” e randagi, ospitando- li nella sua proprietà e dando loro da mangiare. Ma un cane abbaia e questo evidentemente non è piaciuto e non piace a qualcuno che ha deciso di “eliminare” il fastidio usando misure che, solo con eufemismo, si possono definire drastiche, ossia togliendo di mezzo i cani.

Classico il metodo utilizzato: polpette avvelenate gettate in pasto alle povere bestioline. L'ultimo episodio si è verificato solo pochi giorni fa e per P. L. è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. L'uomo ha sfogato tutta la sua rabbia contro la cattiveria umana sui social network e poi ha sporto una regolare denuncia, sperando che l'autore (o gli autori) degli avvelenamenti venga individuato e punito.

«I miei cani non hanno mai fatto male a nessuno, ma so- no stati uccisi con il veleno», ha dichiarato con molta amarezza. E ha continuato: «Il problema non stava e non sta nei cani, ma nell'animo altrui». Molti i messaggi di solidarietà che P. L. ha ricevuto: tante persone hanno condannato in maniera molto dura quanto accaduto finora.