Un’auto venduta che presenta difetti e viene restituita. Ma anziché intraprendere una causa civile scatta la spedizione punitiva per ottenere indietro i soldi versati.

Quattro persone sono state rinviate a giudizio per il reato di tentata estorsione. Si tratta di due egiziani residenti a Ferentino, uno dei quali ritenuto il capo di una banda di rapinatori, e due donne residenti a Frosinone, tra cui l’ex moglie della parte offesa.

Stando alle accuse i fatti si sarebbe svolti nell’agosto del 2014 nel capoluogo. In casa della vittima si sarebbero presentati per chiarire i conti sulla compravendita della vettura. Tra le parti era nato un contenzioso: l’auto, a detta dell'acquirente, presentava dei difetti. Così il venditore sarebbe stato pesantemente minacciato. Il tenore delle minacce rafforzato da un coltello servito a rendere più concreto il messaggio.

Alla fine, l’uomo sarebbe riuscito a neutralizzare l’attacco, chiamando le forze dell’ordine. I quattro sarebbero così riusciti a scappare. Le indagini hanno permesso di risalire ai presunti autori del tentativo di estorsione che ieri sono stati portati davanti al gup Stefano Troiani del tribunale di Frosinone. Il magistrato li ha tutti rinviati a giudizio. I quattro sono difesi dagli avvocati Mario Cellitti e Fabrizio Taglienti.