Era stato sorpreso per guida senza patente. E si era beccato anche una condanna. Ma l’automobilista G.B., 50 anni, aveva deciso di proporre appello. L’atto era stato convertito in ricorso per Cassazione. Tuttavia i giudici lo hanno dichiarato inammissibile. Nell’analizzare il ricorso, la Corte di Cassazione si è accorta di un errore madornale nel quale è incappato l’automobilista.

Quest’ultimo, infatti, si è avvalso di  un avvocato che non poteva patrocinare la causa. Nell’ordinanza di rigetto del provvedimento, la corte ha argomentato che l’appello «è inammissibile, non solo perché i motivi e le istanze promosse non sono consentite nel giudizio di legittimità, in quanto stimolanti una mera rilettura del merito nella vicenda, ma anche ex articolo 613, comma 1° codice procedura penale, in quanto il ricorso è stato proposto da un difensore non iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione. Il ricorrente è stato condannato a versare 500 euro alla Cassa delle ammende.