La psicosi è scattata. A nulla sono servite le parole di rassicurazione degli amministratori. Dopo le ultime aggressioni gli anziani della città martire cambieranno il loro modo di vivere. In particolare le signore, prese di mira dai malintenzionati e derubate, seguite fin nei cortili di casa da stranieri spuntati fuori da siepi e dal buio degli androni, hanno troppa paura.

Non sono solo loro ad avere paura, i figli temono che possa accadere qualcosa di grave, il problema non è più solo il furto della borsetta o di una catenina, la paura più grande è che questi malintenzionati possano fare del male. Le vittime sono persone anziane, che con uno spavento potrebbero avere un infarto, o con una caduta potrebbero riportare lesioni e fratture difficili da curare.

«Le catenine d’oro si possono ricomprare - ha detto la signora Antonietta che abita nei pressi della scuola media Di Biasio - la salute no. Hanno costruito nuovi palazzi e aperto negozi e supermercati in questa zona, ma il pomeriggio, appena fa buio, non c’è più nessuno in strada. Fa un po’ paura uscire e se possiamo evitiamo. Con tutto quello che sta accadendo in città però non ci muoviamo più sole». Così le signore vanno a fare la spesa solo di giorno quando c’è gente in giro e per le emergenze si muovono sempre in coppia. Ma un diktat è arrivato per molte di loro, i figli hanno detto loro di non uscire più con il buio, quindi dalle 17 tutte in casa.

Tanti nonni invece restano in giro. «Non ci faremo certo rubare la nostra libertà da quatto malviventi, siano essi italiani o stranieri - ha spiegato un signore che abita nel quartiere - Capisco che per una donna è più rischioso. Ma mi dispiace dover vedere le mie amiche lamentarsi del fatto che non possono neanche più andare alla messa pomeridiana perché poi tornando c’è il rischio di essere aggredite. Il vero problema è proprio questo, ci stanno rubando ben altro che una collanina d’oro o il portafogli, ci stanno portando via la nostra libertà. Loro scappano da zone di guerra, noi il nostro conflitto lo abbiamo combattuto qui e questa città ce la siamo ricostruita pezzo dopo pezzo».