Monti Lepini, la Corte dei Conti presenta... il conto. Il pubblico ministero della procura regionale della magistratura contabile ha ritenuto sussistenti elementi idonei a convenire in giudizio l’ex sindaco Michele Marini, l’allora consigliere comunale Paolo Lacava e l’ex dirigente all’Urbanistica Matteo Capuani. A loro, peraltro sotto processo per gli stessi fatti davanti al tribunale di Frosinone (tranne Lacava che ha patteggiato),la Corte contesta un danno erariale di 1.682.507,16 euro, di cui 1.495.841 addebitabili  a tutti e tre e 186.666 a titolo di danno d’immagine attribuibile al solo Lacava.

Nell’atto d’accusa della procura regionale della Corte dei Conti si fa riferimento alle contestazioni in sede penale, che vanno dalla turbata libertà degli incanti alla corruzione aggravata in concorso, con riferimento ai lavori di adeguamento della Monti Lepini e che l’inchiesta era nata da un’intercettazione ambientale, nell’ambito di un altro procedimento penale. La Corte dei Conti ricorda della promessa di denaro pari all’8% del valore dell’appalto (poi ridotta al 4%), dissimulata in una consulenza tecnica.

Alla fine, stando alle accuse, si arrivò alla stipula del contratto, per 9.172.677,31 euro in favorire della Delta Lavori, quando per l’accusa, l’offerta economica di un’altra ditta, la Cmb avrebbe comportato un minor onere per l’amministrazione, essendoci tra le due una differenza di 1.105.841 euro. «La dinamica dei fatti lesivi scrive il vice procuratore generale contabile Rosa Francaviglia - è perfettamente acclarata dalla consulenza tecnica sull’aggiudicazione della gara per l’adegua mento del nodo viario di Frosinone disposta dal pubblico ministero in sede penale, con cui il consulente tecnico Remo Calzona» ha esaminato gli atti di gara. Vengono sollevati dubbi dal perito sul punteggio attribuito alla Delta rispetto ai concorrenti in relazione alle proposte migliorative del progetto che «appaiono molto simili e confrontabili tra di loro; per questo ci saremmo aspettati una modesta differenza nell’attribuzione dei punteggi».

Peraltro la scelta “sicura” della commissione di gara in favore della ditta vincitrice «appare meno comprensibile se si considera la variante del sottovia Madonna della Neve». Contestato, sempre dalla consulenza, che «l’aggiudicatario dell’appalto Delta Lavori ha proposto un ribasso minore, pari al3,51%» contro il 15,78% della Cmb. Per la Corte dei Conti il danno patrimoniale «deve essere quantificato in misura pari alla differenza tra il ribasso offerto in sede di formulazione di offerta dalla società Delta lavori(aggiudicataria) e quello offerto dalla Cmb».

Vengono considerati un danno da tangente da 280.000 euro e uno da disservizio da 110.000euro, ovvero un decimo dell’ammontare del danno patrimoniale. In questo caso si ipotizza un «danno da disfunzione organizzativa». Infine, la Corte dei Conti contesta anche un danno all’immagine, in questo caso limitata a Lacava anche in ragione del patteggiamento. Ai tre, assistiti dagli avvocati Marco Ottaviani, Pierpaolo Dell’Anno e Roberto Colelli Riano, la Corte ha chiesto di fornire delle deduzioni