L’emergenza c’è. E si trascina dietro il proprio carico di preoccupazioni. Ecco perché l’azione delle istituzioni sarà forte e decisa. E il volto della malvivenza che sta colpendo la società civile dovrà essere smascherato. E scomparire dall’immaginario collettivo ferito dai continui episodi di microcriminalità. Ieri ne hanno parlato i massimi esponenti delle istituzioni e delle forze dell’ordine presenti in prefettura: tra gli altri, il presidente del Tribunale di Cassino, il comandante provinciale dei Carabinieri, il questore, il sindaco di Cassino. Insieme hanno messo a fuoco la situazione, con particolare riferimento agli episodi in piazza Labriola. «È un momento preoccupante per Cassino - ha detto la dottoressa Zarrilli - ma i controlli ci sono. Da quando l’agro-pontino si è spostato nel tribunale di Cassino, è cambiato l’habitat. Si sente l’influenza di una zona dove c’è un’altra tipologia di clientela».

E sugli episodi di microcriminalità ha aggiunto: «Deve esserci un pugno di ferro e la partecipazione di tutti. Le istituzioni ci sono, anche la società civile deve collaborare. Deve esserci uno scatto di coscienza per denunciare». Pieno impegno delle forze dell’ordine, sulla falsariga di quanto già messo in campo, e appello alla società civile da parte del questore Filippo Santarelli: «Abbiamo ribadito l’impegno delle forze dell’ordine, abbiamo chiesto all’amministrazione di attivare più telecamere, di tagliare i rami degli alberi in determinate zone e, soprattutto, di attivare adeguatamente l’illuminazione. Naturalmente il nostro impegno non si ferma qui, continueremo, ci saranno ulteriori attività. Ho anche chiesto la colaborazione tra gli enti, quindi, forze dell’ordine - che già lavorano in maniera coordinata- il Comune e la società civile di Cassino proprio per garantire una sicurezza partecipata, più adeguata, che possa anche agevolare il nostro lavoro attraverso la promozione del rispetto della legalità. Dobbiamo essere tutti insieme per far sì che la sicurezza cittadina sia resa operativa, fattibile».

Il sindaco D’Alessandro è apparso soddisfatto all’uscita dal palazzo di piazza della Libertà. E ha portato a casa anche una serie di “compiti” per il suo governo. Impegni sui quali, a dire la verità, stava già lavorando. «Sarà implementata la videosorveglianza su piazza Labriola per migliore gli spazi adiacenti il Palazzo di Giustizia. Il presidente del Tribunale ha fatto notare che a causa del trasferimento di altre competenze nella struttura è aumentato il flusso di professionisti e cittadini. Pertanto, si è deciso di ripristinare una decisa sorveglianza sull’occupazione abusiva dei posti auto a disposizione degli uffici giudiziari».

E sull’attentato al Comune e il tentato colpo al cuore della giustizia una buona notizia: «Le indagini sono a buon punto». Il corpo di polizia municipale sarà armato e girerà anche di notte nel weekend. «Servono chiaramente modifiche di regolamento e concertazioni con le organizzazioni sindacali». Intanto già nei giorni scorsi i controlli della polizia sono stati serrati. L’attività ha interessato le zone del centro, con particolare attenzione agli obiettivi sensibili, i luoghi di maggiore aggregazione sociale, la stazione ferroviaria, nonché le località periferiche. In cinque posti di controllo, istituiti in zone strategiche della città, è stata verificata la regolarità di 31 veicoli e sono state identificate più di 90 persone. Ormai è una guerra senza quartiere.