Storie di disperazione e di solitudine. Quanto accaduto a Ferentino, dove ieri nello scarico di una fogna è stato ritrovato un feto dell'apparente età di 4 mesi, ha riportato la memoria ad analoghi fatti verificatisi in passato in Ciociaria. 

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I precedenti 

In passato in provincia si sono verificati altri casi di infanticidio. Il 9 ottobre 2005 ad Alatri venne ritrovato il corpicino di una bimba. Era nascosto, da quaranta giorni, in un armadio. Per quel fatto il tribunale di Frosinone condannò la madre della piccola a dodici anni, riconoscendole un parziale vizio di mente. La donna, all’epoca di 28 anni, era anche lei romena. La ragazza, che lavorava come badante in una famiglia, partorì nel più assoluto silenzio. Dopo la morte della sua figlioletta, chiuse il corpicino all’interno di un armadio. Fu il fetore, dopo circa quaranta giorni dal parto, ad insospettire il figlio dell’anziano a
cui la donna prestava i suoi servigi. L’uomo entrò di nascosto, durante il giorno libero della ragazza, ospitata dalla stessa famiglia che accudiva, nella camera da letto. Seguendo il cattivo odore aprì l’armadio facendo la macabra scoperta. La donna era accusata di aver chiuso il corpo della piccola nata viva in una busta di cellophan chiusa ermeticamente e inserita in uno zaino.

Altro caso che riempì la cronaca è quello legato a un altro presunto infanticidio, per il quale però il processo si è concluso con un’assoluzione. Il 18 novembre del 2012 una ragazza arrivò in ospedale, a Cassino, in gravi condizioni con un’infezione legata a un parto avvenuto da poco. Anche lì venne attivata un’indagine con tanto di perizia per ricostruire la data del parto. Il tribunale, dopo una lunga vicenda processuale, per la quale finirono indagati per infanticidio e occultamento di cadavere due fidanzatini di Pico e Piedimonte San Germano, decise che l’aborto era stato spontaneo. Cioè che la bimba era nata già morta.