Assolto per incapacità di intendere e volere. Questa la decisione del tribunale di Cassino per Salvatore Amato, l’uomo arrestato nell’aprile scorso per tentato omicidio nei confronti di una donna ricoverata al Santa Scolastica di Cassino. Contestualmente i giudici hanno stabilito una misura di sicurezza obbligatoria pari a due anni da trascorrere nella Rems di Ceccano, come confermato dal suo avvocato Di Micco.

I fatti

Già condannato per l’assassinio della sua fidanzata nel ‘98, Salvatore Amato finisce in carcere per tentato omicidio nell’aprile scorso dopo aver messo le mani al collo di una paziente all’interno del Santa Scolastica di Cassino. Forse spinto da una voce. La stessa che avrebbe fatto sporcare le sue mani di sangue nel 1998, togliendo la vita alla ventiduenne di Aprilia Stefania Gusella. Strangolata e poi investita da quell’amore folgorante che in cinque mesi le aveva stravolto l’esistenza. Salvatore Amato, anch’egli di Aprilia, avrebbe provato a farlo di nuovo, spinto da quelle stesse “voci”. Ma la sessantottenne di Pontecorvo, ricoverata come lui nell’Spdc del Santa Scolastica di Cassino, non glielo ha permesso. E per il quarantaseienne si sono aperte le porte del carcere di Cassino.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Cassino, Amato avrebbe manifestato in un primo momento una palpabile insofferenza per quella permanenza forzata in una struttura del Cassinate. E per corroborare questa spinta che lo voleva fuori dalla struttura cassinate a tutti i costi, aveva anche provato a raccontare di un altro omicidio commesso a Roma. Ma le sue “fantasie” da paziente psichiatrico non avevano convinto fino in fondo gli inquirenti. Poi il tentativo (bloccato) a Cassino nei confronti della donna ricoverata, che poi ha sporto denuncia