Svolta nelle indagini per il tentato colpo al palazzo di Giustizia. Oltre al ventenne già denunciato dalla polizia, altri cinque giovani sono stati iscritti nel registro delle notizie di reato per tentato furto aggravato. Presunti complici del ragazzo sorpreso su una enorme scala mentre provava a entrare nel tribunale. Sarebbero stati notati, tutti insieme, all’interno proprio del tribunale dai carabinieri nei pressi di un’aula, probabilmente interessati a un processo. Ed erano sempre insieme, tutti e sei, in prossimità del tribunale in quello stesso giorno, il 20 settembre. Poi, sei giorni dopo, nella notte, il tentato attacco al palazzo di giustizia. Un sopralluogo prima del colpo? Possibile. Gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi. Così per ognuno di loro sono scattate le perquisizioni domiciliari. A difenderli, tra gli altri, i legali Mariano Giuliano, Emiliano Venturi e Giancarlo Corsetti.

La ricostruzione

La “lunga” notte del 26 ottobre ha avuto inizio quando una pattuglia della polizia ha sorpreso una banda che “armata” di una grossa scala stava provando a entrare nel palazzo di Giustizia, da via Enrico De Nicola. Immediato l’inseguimento. I poliziotti sono riusciti a fermare un giovane di vent’anni “materialmente”sulla scala mentre gli altri, dividendosi, hanno fatto perdere le loro tracce. Immediata la denuncia per il giovane, come pure le indagini per risalire ai “pali”. Si è scavato proprio nella cerchia del ventenne e, seguendo le risultanze investigative, si è arrivati all’identificazione degli altri. Per tutti, nei giorni scorsi, le perquisizioni. Tre da parte dei carabinieri e tre da parte della polizia per verificare se nelle loro abitazioni vi fossero cose pertinenti il reato come, ad esempio, arnesi da scasso. Ma l’esito sarebbe stato negativo. Contestualmente è avvenuta la notifica dell’informazione di garanzia. Intanto per uno di loro, proprio il ventenne già denunciato, sono scattate anche le manette ma per droga. Ora si trova ai domiciliari.

Le motivazioni

Non si conoscono le motivazioni che avrebbero spinto gli autori del tentato colpo a entrare nel tribunale da una finestra che porta verso gli uffici del presidente. La polizia, guidata dal vice questore Tocco, ha controllato i fascicoli delle udienze precedenti (ma anche successive) al 26 ottobre per trovare un nesso. Di certo la loro presenza in tribunale non è passata inosservata. Ma sugli sviluppi vige il massimo riserbo. Intanto l’enorme scala a pioli è stata sequestrata e la scientifica sta isolando eventuali impronte per procedere, presumibilmente, a comparazioni. Nessun collegamento con i fatti del Comune, con quell'incendio doloso che ha distrutto - solo 72 ore prima - una parte dell’ufficio tributi. Lo aveva escluso già il procuratore D’Emmanuele a capo di entrambe le indagini. Lo stesso che, all’indomani del tentato furto, aveva riferito di aver inviato una nuova missiva al Ministero per il potenziamento della videosorveglianza. Tema “caldo”, quello della sicurezza. Se ne parlerà questa mattina in prefettura insieme al sindaco, alle forze di polizia e allo stesso procuratore.