Sotto l’albero non ci sarà nessun “regalo di Natale”. Il nuovo stadio, se tutto andrà per il verso giusto, arriverà a Pasqua. Magari qualche giorno prima. Sarà pure una bella sorpresa. Ma per ottenerla bisognerà sospirare. Di certo c’è che il campionato continuerà a disputarsi al Comunale. Fino al fischio finale.

Il rischio che si corre è quello di aprire un contenzioso legale con il Comune di Frosinone. Il patron Stirpe e l’avvocato Aldo Ceci dicono di no. Ma nelle mani del sindaco Ottaviani ci sono fidejussioni per circa undici milioni di euro. Scadono il 31 gennaio. Da quel giorno, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, il primo cittadino presenterà la cambiale all’incasso. Anche perché sull’area del campo di calcio è sua intenzione creare un parco urbano. Lo vorrebbe fare prima di andare alle urne. Ma non sarà impresa facile. Anzi quasi impossibile.

La sfida, da adesso in poi, non si giocherà più sul rettangolo verde, ma su una scacchiera. Difficile chiudere la partita in pareggio. Qualcuno subirà il “matto”. Tutto perché burocrazia, calcoli economici e statici, hanno fatto slittare di qualche mese la consegna del “Benito Stirpe”. In realtà di un anno: per vedere i giallazzurri colpire la palla sul terreno del nuovo e futuristico impianto bisognerà attendere la stagione che verrà.

L’ammissione di “colpa”, si fa per dire, è stata dello stesso presidente Stirpe. Il numero uno del Frosinone Calcio, nel corso della conferenza stampa di ieri, servita proprio per illustrare lo stato dell’arte, ha affermato a chiare note che «Il ritardo, rispetto alla data del 24 dicembre, è di due mesi».

A Natale, infatti, si sarebbe dovuta aprire la finestra utile per trasferire tutti gli impianti: «Da questo momento la nostra proiezione è tra la metà e la fine del mese di febbraio». Ha argomentato, per poi far notare che «I ritardi sono dipesi da questioni interne alla società, relative sia all’espletamento della fase di progettazione, sia a quelle di assegnazione dei lavori». Facendo capire che non si è trattato di un percorso agevole: «I target per costruire lo stadio sono sfidanti». Ha sottolineato «Per arrivare ad ottenere offerte che consentiranno di realizzarlo all’interno del quadro economico stabilito, si sono susseguite una serie di elaborazioni tecniche». Evidenziando così che se si è perso del tempo «non certo per il gusto di farlo, ma per arrivare al quadro economico che si vuole raggiungere».

Lo stop and go ha riguardato pure il coordinamento dei 20 progettisti: «Ognuno di loro» ha chiosato Stirpe «si occupa di un aspetto particolare dell’impianto sportivo. Coordinare tutto ciò non è stato né semplice né pacifico».

Un passaggio lo ha riservato alla burocrazia: «Siamo arrivati al 28 di settembre rispettando la data che avevamo stabilito con il Comune per consegnare gli elaborati. Se tutto fosse avvenuto un mese prima, ora saremmo in perfetta regola con la tabella di marcia. Il punto è che le pratiche burocratiche hanno richiesto una fase di metabolizzazione. Basti pensare che per ottenere un’autorizzazione del genio civile ci sono voluti 40 giorni, anche per via degli eventi sismici che hanno colpito l’Italia. Ritengo, però, giusto concedere tempo a chi deve fare i dovuti approfondimenti. Domani (oggi, ndr) si riunirà la commissione tecnica e a partire dal 14 novembre» ha garantito «tutte le ditte saranno sui cantieri e cominceranno a lavorare sia all’interno sia all’esterno. Non bisogna dimenticare - ha detto - che la tempistica per la realizzazione di un’opera di questo genere è di quattro/cinque anni. Noi lo stiamo facendo in undici mesi, comprensivi della fase di progettazione e realizzazione. Quindi credo che il periodo temporale sia giusto e corretto. E dopo aver speso 15 milioni di euro - ha concluso - non ci metteremo a discutere con nessuno. Se il ritardo sarà dovuto a nostre colpe, pagheremo».

Ad escludere la possibile applicazione delle penali è stato l’avvocato Aldo Ceci: «Il 31 dicembre è il giorno in cui dovrebbero essere ultimati i lavori e iniziare le fasi di collaudo - ha precisato - ma non è il termine in cui il Frosinone Calcio deve iniziare a giocare nel nuovo stadio. Nel caso non riuscissimo a concludere il tutto entro quella data, vedremo il da farsi con il Comune, con il quale colloquiamo in continuazione. Escludo, comunque, eventuali conseguenze, anche perché si sono verificati degli intoppi burocratici. Dico solo - ha infine affermato in maniera perentoria - che gli estremi per richiedere eventuali penali non ci sono». Resta da vedere la mossa di Nicola Ottaviani.