Bambina senza scuolabus, l’appello dei genitori. Sono passati quasi due mesi dall’inizio dell’anno scolastico e quella che sembrava una dimenticanza dovuta a una riorganizzazione del servizio, si sta trasformando in una contrapposizione senza fine. Dopo la presa di posizione del sindaco Pantanella nei confronti dell’opposizione consiliare che aveva sollevato il problema, a intervenire ora sono direttamente i genitori della bimba: «È una situazione che sta diventando angosciante - hanno raccontato».

«Non riusciamo a capire - ha aggiunto papà Giuliano - cosa è cambiato dallo scorso anno scolastico, quando lo scuolabus prelevava regolarmente la nostra bambina che frequentava la scuola materna. Ci chiediamo se sia mai possibile che il servizio, che tra l’altro stiamo regolarmente pagando, viene erogato a tutti, persino agli utenti di un altro paese e non ad una famiglia rocchigiana. Mia moglie - spiega ancora il papà - è costretta ogni mattina a svegliare nostro figlio piccolo di 14 mesi e costringerlo a uscire in auto per accompagnare la sorellina a scuola. Stessa cosa per il ritorno. Andiamo verso la stagione invernale e se un giorno il fratellino è malato o se per caso la macchina non parte, come si farà? È una storia che ci sta portando all’esasperazione, più passa il tempo e più è peggio. Numerose e continue sono le nostre richieste di spiegazioni, sempre ignorate o al massimo con piccoli cenni di risposte vaghe che non rispondono alla nostra domanda, ossia perché lo scuolabus esclude nostra figlia? Il 14 settembre, telefonicamente, lo stesso sindaco mi comunicava che era tutto a posto. Ma il giorno successivo così non è stato. Vista la mancanza di spiegazioni, siamo stati costretti a fare richiesta di accesso agli atti, ma questi ci sono stati forniti solo parzialmente. Ci siamo rivolti anche alla preside, la quale ha sostanzialmente declinato la questione in quanto il servizio di trasporto non è gestito dalla scuola. Insomma non riusciamo a venirne a capo. A questo punto - concludono i genitori della bambina - facciamo appello anche agli altri amministratori e alla moglie del sindaco che, come insegnante e madre, può capire i sacrifici che si fanno per i figli».