Un dipartimento interaziendale che di fatto riduce la Asl di Frosinone a "feudo" di Latina. L’obiettivo ormai è chiaro, porta la firma della dirigenza sanitaria pontina, ma si fonda sui programmi operativi della Regione Lazio. È tutto contenuto in un documento di 48 pagine fatto di schemi e parole. Incomprensibile per chi non conosce a fondo la tematica, ma chiaro a quanti masticano di sanità. Si punta anche a un centro di acquisto unificato. Dove? Ancora una volta dall’altra parte dei Lepini.

Stessa sorte per quel che concerne il dipartimento dei “sistemi informativi”. Insomma, il core business dell’Asl Frosinone, ovvero la forza economica della più grande azienda pubblica della provincia, basti pensare al fatto che il bilancio è superiore a quello della stessa Fiat di Piedimonte, finirà a Latina. Il tutto verrà approvato domani, a meno di colpi di scena dell’ultima ora. E una riflessione va fatta subito fatta: c’è chi mantiene ancora intatto il suo peso politico senza genuflessioni di sorta e chi invece, in ambito sanitario, neanche in questa occasione è stato in grado di esercitare il proprio ruolo. Leggendo, leggendo, anche se in sintesi, nel documento c’è di tutto e di più.

Manca una sola cosa: la soppressione del direttore generale di via Armando Fabi. Ma sarà, senza ombra di dubbio, il prossimo obiettivo. Anche se, a ben vedere, un direttore generale a Frosinone ormai da quasi un anno non c’è più. Anzi al fianco del commissario Macchitella non ci sono neanche due direttori (sanitario ed amministrativo) veri e propri, ma solo dei facenti funzione. Come dire: la precarietà della precarietà. D’altra parte il nodo centrale della sanità è chiaro ed è sempre lo stesso: i tagli. Che provocano la riduzione delle prestazioni e incidono sulla qualità delle stesse. Ma quando si deve procedere, allora la mannaia cade sempre sulla Ciociaria.

E per tamponare, ridurre, aggirare, in assenza di peso politico, spunta sempre qualche sapientone che suggerisce che è sempre meglio da questa parte e mai dall’altra. La pesca che si tenta di fare stavolta è davvero grossa. Tradotto sta a significare che si sta trasferendo la potestà. Magari qualcuno continuerà a sostenere che non è così. Ma a pensar male, come sosteneva Giulio Andreotti, si fa peccato. E alla mente torna pure quel progetto di trasformare tutto nell’azienda sanitaria del basso Lazio. Magari i tempi non saranno così rapidi, ma, passo dopo passo, è lì che si andrà.

La dimostrazione sta nel fatto che la Regione Lazio, sull’ultimo Burl in materia, ha ormai decretato che il Dea di II livello di Frosinone è Latina. La doppia operazione chirurgica è, dunque, partita. Solo un "paziente" si salverà. Facile prevedere chi sarà. Resta solo da vedere se l’imminente conferenza locale per la sanità della Asl di Frosinone, convocata per il prossimo 9 novembre, riesca sul filo di lana a porre rimedio alla distrazione/impreparazione della politica. Impresa titanica.