Avevano chiesto a gran voce giustizia per la loro bambina, di 13 anni, vittima delle “attenzioni” dell’amico di famiglia e vicino di casa, un sessantatreenne di Anagni. Una storia che è venuta alla luce la scorsa estate grazie al coraggio della piccola che ha raccontato tutto alla sorella maggiore che si era accorta del cambiamento, della paura, dello stato di ansia e angoscia e così ha subito chiesto aiuto ai genitori che hanno fatto scattare le indagini.

Il gip del tribunale di Frosinone su richiesta del pm ha emesso, l’altro ieri, un provvedimento cautelare nei confronti dell’uomo accusato di aver baciato in tre circostanze diverse la bambina e aver infilato le mani nelle zone intime. Per lui il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla tredicenne. «Per noi finisce un incubo - commentano i genitori - anche se le conseguenze di quello che ha provocato nella nostra bambina si potranno cancellare soltanto in un tempo non breve».

I fatti

La terribile storia è venuta alla luce lo scorso 21 luglio, quando, su segnalazione della sorella maggiore, vengono portati all’attenzione strani cambiamenti d’umore della piccola. Atteggiamenti riscontrati già da qualche tempo, con risposte brusche, manifestazione di volontà a non seguire la famiglia nelle gite fuori porta. Ad un certo punto la tredicenne trova il coraggio di confidarsi con la sorella e le racconta le attenzioni ricevute dal vicino e amico di famiglia, che per lei era come uno zio.

Il primo episodio verificato durante una gita in Umbria, quando aveva subito baci sulla bocca estorti con la forza. Venerdì il gip del tribunale di Frosinone, dottor Pierandrea Valchera su richiesta del pubblico ministero, la dottoressa Monica Montemerani ha emesso un provvedimento cautelare nei confronti del sessantatreenne, vietandogli di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. Il pm ha incriminato l’anagnino per violenza sessuale con l’aggravante della pedofilia avendo la bambina meno di 14 anni. Gli psichiatri e psicologi nominati dalla Procura hanno consegnato gli elaborati in cui non risultano contraddizioni al racconto della tredicenne. Fondamentale la conferma di un super testimone.

«Siamo distrutti, arrabbiati. Quello che è accaduto a nostra figlia, alla nostra bambina, è terribile- ci aveva detto il papà un mese fa - Non dorme più, ha gli incubi, non vuole più uscire di casa. Il suo sorriso è spento. Vederla in questo modo ci distrugge. Saremo costretti a cambiare casa». E infatti, per il bene della piccola, tutta la famiglia si è trasferita lontano da quella abitazione e da quel circondario, teatro delle molestie. I genitori ringraziano «la magistratura, la compagnia dei carabinieri di Anagni e l’avvocato di fiducia Giampiero Vellucci che ci ha assistito in questi ultimi momenti. Quello che è successo a nostra figlia non deve succedere più a nessuna altra persona».