A parlare di ambiente durante il 3° Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura, in corso da ieri presso l'Auditorium San Paolo di Frosinone, è stato chiamato anche il vescovo di Frosinone, Monsignor Ambrogio Spreafico.
«La nostra città - ha detto il vescovo - è un esempio di uno sviluppo economico inadeguato per questo territorio, segnato
dall'abbandono dell'agricoltura e da una industrializzazione selvaggia che ha prodotto un benessere oggi non più possibile».

«Frosinone risulta da diverso tempo al primo posto in Italia per numero di giorni di sforamento dei livelli di polveri sottili Pm10. Ma questo è ovviamente conseguenza di numerosi fattori non solo attribuibili alla volontà umana. A questo si aggiunge la mancanza di un serio impegno per sviluppare sinergie tra le diverse componenti della società civile onde creare delle alternative che rispondano alla crescente disoccupazione e offrano possibilità di sviluppo nella giusta direzione», ha ricordato il vescovo ai giornalisti provenienti da tutto il mondo, sottolineando quindi l'esigenza di «maturare una nuova consapevolezza della gravità della situazione in cui ci troviamo. È terminato il tempo degli allarmismi e delle chiacchiere».

«La situazione drammatica del pianeta Terra - ha concluso il vescovo - è sotto gli occhi di tutti e non c’è nulla per cui stare
allegri. Mi chiedo fino a che punto è diffusa la coscienza di questa situazione e fino a che punto questa coscienza riesce ad imporsi e ad impedire che continui la distruzione del creato senza calcolarne le conseguenze. Ci vuole cultura, civiltà, il cui livello dalle nostre parti è a volte davvero scarso»